Marco Mengoni Fuori Atlantico: la prima tappa raccontata da chi era lì

Uno spettacolo talmente bello che varrebbe la pena assistere ad ogni data

Marco Mengoni è reduce dal successo dell’album Atlantico, doppio disco di platino, e da un tour sold out in Italia ed Europa con oltre 200mila biglietti venduti. Per i suoi 10 anni di carriera Marco si (e ci) regala un live davvero speciale e unico nel suo genere, uno spettacolo talmente bello che varrebbe la pena assistere ad ogni data.

Il cantautore ha scelto, in occasione della tournée estiva, cinque suggestivi luoghi che si contraddistinguono per l’arte, la natura e la bellezza.

Siamo tutti Mohammed Alì

Si è registrato un tutto esaurito per Fuori Atlantico, il primo di cinque concerti in programma nel mese di luglio di Marco Mengoni. Per la tappa d’apertura in duemila hanno risposto celermente (un sold out quasi immediato e super arrogante) recandosi nell’esclusiva location del Labirinto della Masone, un labirinto creato da Franco Maria Ricci, che annovera il primato di più esteso del mondo. Il labirinto si trova a Fontanellato, a pochi chilometri da Parma, ed è composto da 200mila piante di bambù, appartenenti a 20 specie diverse, che crescono rigogliose grazie all’elevata fotosintesi che riduce l’anidride carbonica restituendo ingenti quantità di ossigeno.

Un meraviglioso polmone verde, che si è intonato perfettamente al buon gusto di Marco, da sempre attento all’ambiente e già ambasciatore italiano della campagna Planet or Plastic? di National Geographic. Mengoni invita il pubblico a scoprire, nel segno dell’amore per la natura, per la cultura e per la bellezza, i luoghi nascosti del nostro pianeta. La scenografia rimane essenziale per permettere al pubblico di immergersi nel paesaggio circostante, Mengoni ha ripercorso in 24 brani, riarrangiati per l’occasione, la sua carriera, da L’essenziale a Muhammad Alì. 

Super sexy Marco

Un alone di magia ha circondato i fan che, un po’ per la location, ma soprattutto per i vocalizzi dell’artista, si son lasciati trasportare da una commozione al chiaro di luna, nascosta per metà dalla struttura piramidale dietro al palco. L’allestimento del palcoscenico per l’occasione è stato pensato di una semplicità totalizzante, per lasciare, appunto, libertà d’espressione all’ambiente circostante. Non dimentichiamoci che Marco, oltre ad essere un romanticone, risulta primo sul podio nella classifica della sensualità, si è infatti lasciato trasportare dal ritmo di alcuni brani regalando alla sua folla degli indimenticabili e latineggianti movimenti di bacino. Passi di danza che, chiaramente, sono stati accolti con entusiasmo e che hanno mandato in visibilio i più appassionati (della sua musica eh!).

 

Per concludere (e copiare), una frase sentita da una fan affezionata:«Gli occhi di Marco sono innocenti e puri, ogni volta che sale sul palco si guarda attorno e sembra quasi che non creda al successo che riscuote». Insomma, il genere da lui offerto può anche non piacere, ma la voce di questo cantautore-ragazzo, venuto fuori dalla provincia di Viterbo (Ronciglione per la precisione), arriva dritta al punto, e su questo vi è poco da discutere.

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Scritto da Erika Barone

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