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Il marchio “Chiara Ferragni” ora vale in tutta Europa: il Tribunale del Lussemburgo approva la registrazione

Quando si parla di marchi famosi e decisamente redditizi diventa fondamentale accaparrarsene la proprietà. Un marchio registrato offre molte tutele, un marchio non registrato commercializzato fuori dall’Italia no. E se a ritrovarsi in mezzo al caos dei marchi non registrati fosse proprio la nostra Blondie Chiara Ferragni? Ebbene sì, nel 2017 l’Ufficio europeo per la proprietà intellettuale aveva negato la registrazione del marchio della Ferragni: ad opporsi alla registrazione era il marchio olandese denominato “Chiara”; il motivo?

Presunta possibilità di confusione. In pratica il marchio “Chiara Ferragni” seguito dal logo raffigurante un occhio stilizzato e attribuito ai prodotti di abbigliamento e accessori ideati dalla Ferragni avrebbe potuto confondere il consumatore. In buona sostanza secondo l’Ufficio europeo per la proprietà intellettuale chi acquistava il marchio “Chiara” avrebbe potuto confonderlo con il marchio “Chiara Ferragni”.

La casa di moda olandese, registrata con il marchio “Chiara” non ne voleva proprio sapere signori e Chiara Ferragni si è fermamente opposta. l’Ufficio europeo per la proprietà intellettuale aveva negato la registrazione della Ferragni come marchio dell’Unione europea per borse, astucci portachiavi, portamonete e prodotti di abbigliamento. Con una recente pronuncia il Tribunale del Lussemburgo ha annullato la precedente decisione dell’Ufficio europeo per la proprietà intellettuale e ha deciso di acconsentire alla registrazione del marchio di Chiara Ferragni. Secondo il Tribunale non esiste rischio di confondere i due marchi quindi entrambi vanno registrati e entrambi meritano tutela all’interno dell’Unione Europea.

Il Tribunale ha evidenziato che quello della Ferragni è un marchio complesso, che si compone di più elementi: scrittura e immagine (un occhio stilizzato). Il fatto che esista il disegno dell’occhio affiancato al nome e al cognome della signora Fedez distoglierebbe l’attenzione sul nome e all’occhio del consumatore apparirebbe solamente il logo dell’occhio stilizzato. Diverso anche il concetto dei due marchi, aggiunge il Tribunale, dato che il marchio richiesto (“Chiara Ferragni”) identifica una determinata persona, mentre il marchio denominativo anteriore (“Chiara”) si riferisce soltanto a un nome senza individuare una persona specifica. Via libera Chiara allora, da oggi svetta anche in Europa con tanto di fasten seat belt.