Man in pink: bellissimi e in rosa, quando la virilità non dipende da un colore

Anche Aquaman veste di rosa

Nel Diciottesimo secolo era perfettamente normale per un uomo indossare un abito di seta rosa con ricami floreali. I bambini e le bambine fino ai 6 anni, inoltre, erano vestiti e vestite con abiti lunghi di colore bianco senza sostanziali differenze tra maschi e femmine, se non qualche piccolo particolare come per esempio la posizione dei bottoni.

Stravolge tutto Jason Momoa,che per la 91° edizione degli Academy Awards al Dolby Theatre di Los Angeles, ha sfilato sul red carpet indossando un impeccabile e pettinatissimo abito Fendi. Il fusto di Aquaman indossava un abito di velluto rosa creato su misura per lui da Karl Lagerfeld in persona ed ha rubato la scena ai presenti coi suoi muscoli imbrigliati nel suddetto completo rosa, coordinando il tutto ad un elastico per capelli allacciato al polso del medesimo colore.

Potremmo riportare innumerevoli esempi per dimostrare quanto il no-gender si sia infiltrato nell’universo moda

Cenni storici

Il rosa e il blu, insieme ad altri colori pastello, furono introdotti nell’abbigliamento per bambini nella metà del Diciannovesimo secolo, ma non implicavano alcun significante di genere. Uno dei primi riferimenti all’attibuzione dei colori al sesso si trova in “Piccole Donne” di Louisa May Alcott, dove un nastro rosa è usato per identificare la femmina e uno azzurro il maschio. L’usanza però viene definita dalla stessa Alcott come “moda francese”, come a dire che non era ancora una regola riconosciuta ovunque, ma anzi, era un specie di vezzo “esotico”.

Jason Momoa agli Oscar: il suo elastico per capelli rosa firmato Fendi

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Scritto da Erika Barone

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