Luoghi, figure, nature morte

Redazione
28/11/2011

A Roma riapre la Galleria di Arte Moderna nella sede di Via Francesco Crespi. La mostra inaugurale è Luoghi, figure, nature morte - Opere della Galleria d’Arte Moderna di Roma Capitale

Luoghi, figure, nature morte

La mostra della settimana

Dopo un lungo periodo di chiusura Roma è tornata ad avere la sua Galleria di Arte Moderna nella sede di Via Francesco Crespi.
Il pubblico può così tornare ad ammirare una collezione importante che entra a far parte del Sistema Musei Civici di Roma Capitale.

Il nuovo allestimento nell’antico monastero delle Carmelitane Scalze permette, grazie a uno studiato programma di rotazion,e di rendere visibili opere fino ad oggi a disposizione dei soli addetti ai lavori.

La raccolta comprende oltre 3.000 opere di diverse discipline, dalla scultura, alla grafica, alla pittura, realizzate tra metà Ottocento e secondo Dopoguerra, che raccontano l’arte del periodo ma anche la storia di Roma.
Tra gli artisti presenti spiccano de Chirico, Severini, Morandi, Capogrossi, Afro, Carrà, Sironi e Manzù.

140 capolavori sono visibili grazie alla mostra inaugurale Luoghi, figure, nature morte – Opere della Galleria d’Arte Moderna di Roma Capitale a cura di Maria Elisa Tittoni, Maria Catalano, Federica Pirani e Cinzia Virno e aperta al pubblico dal 19 novembre 2011 al 15 aprile 2012.
Le opere sono state selezionate lungo l’arco cronologico della collezione e suddivise in tre sezioni tematiche distribuite nei tre piani dell’edificio.

Al primo piano l’area dedicata alla figura: dal caposaldo di Nino Costa Alla fonte, manifesto della cultura simbolista a Roma, ai ritratti della Secessione, per arrivare al Classicismo degli anni Venti. Si prosegue poi con il Tonalismo della Scuola Romana degli anni Trenta fino al Classicismo rivisitato del “Combattimento di gladiatori di Giorgio de Chirico.

Al secondo piano, prendendo spunto dalla maestosa rappresentazione di Roma del polittico di Hirèmy Hirschl, Sic transit, del 1912, il tema si rivolge alla città, nel suo duplice aspetto di veduta e di visione. Le vedute realistiche della pittura ottocentesca si affiancano a quelle “classiche” del Novecento di Francalancia e Trombadori e all’espressionismo dei pittori della Scuola Romana.

Infine, al terzo piano si trova la sezione dedicata all’oggetto dove viene analizzata la natura morta, genere caro all’arte del Novecento e, con essa, paesaggi e composizioni di figure dove l’oggetto rappresentato trova inedite letture. Sono qui esposte, tra le altre, opere di Casorati, Morandi, Severini e Savinio.

Infine, un focus su Balla presenta un prezioso nucleo di opere dell’artista, mentre una nuova sala, appositamente dedicata alla grafica, consente di accedere, su richiesta, al patrimonio di disegni e incisioni della raccolta.