Lipofilling anche per il seno

Redazione
23/04/2010

Togliere i centimetri di troppo da fianchi, glutei e pancetta, magari per spostarli in zone dove essere più formose non guasta, come il dècollete non è più solo un sogno: già da anni il lipofilling viene utilizzato per il riempimento di zone del corpo e del viso, ma solo ultimamente è stato sdoganato anche per il seno

Lipofilling anche per il seno

La taglia aumenta con il proprio grassoTogliere i centimetri di troppo da fianchi, glutei e pancia, magari per spostarli in zone dove essere più formose non guasta, come il dècollete, non è più solo un sogno.

Ridisegnare la silhouette distribuendo meglio le forme nel proprio corpo era, fino a poco tempo fa, solo un esercizio di fantasia che le donne potevano fare davanti allo specchio – afferma Alessandro Gennai, chirurgo plastico di Bologna socio dell’Eafps (European Academy of facial and plastic surgery) -. Ora è diventato realtà anche per il seno, grazie agli ultimi studi fatti in Europa, soprattutto in Italia, e negli Stati Uniti, che hanno dimostrato l’assenza di controindicazioni all’utilizzo del proprio tessuto adiposo anche per rimodellare il seno.

Già da anni il lipofilling viene utilizzato per il riempimento di zone del corpo e del viso, ma solo ultimamente è stato sdoganato anche per il seno: “Da acerrimo nemico, il grasso in eccesso è diventato un alleato importante per la bellezza – prosegue il dottor Gennai -. Nello stesso intervento si aspira il grasso in eccesso da fianchi, pancia o glutei e poi la si inietta dove c’è bisogno, ad esempio per rendere più abbondante il décolleté.

A lungo il lipofilling del seno era stato sconsigliato, in quanto si riteneva che il materiale iniettato potesse alterare le immagini radiologiche e dunque rendere più difficili le diagnosi . Oggi – conclude Gennai grazie a  nuove acquisizioni sugli esami mammografici si può considerare l’impianto di tessuto adiposo nel seno sicuro. Se il lavoro è fatto a regola d’arte, una parte del grasso re-iniettata, diciamo il 30-40 per cento, rimane in modo permanente, mentre il rimanente 50-60% viene riassorbito dopo un anno.

www.gennaichirurgia.it