Le bimbe Biagiotti crescono

Lavinia Biagiotti racconta il “mondo bimbo”

È salita lei, Lavinia Biagiotti Cigna sul palco allestito alla Triennale di Milano per la serata di gala del China Trader Award ai primi di febbraio. La giovane imprenditrice ha ricevuto il riconoscimento per il lungo rapporto che lega la maison Biagiotti con la Cina. Era il 25 aprile 1988 quando Laura Biagiotti fece sfilare a Pechino, prima stilista italiana nella storia del Paese, 125 abiti realizzati appositamente in cachemire e seta (materie prime vanto della Cina) indossati da modelle italiane e cinesi. Il defilé venne trasmesso dalla televisione di stato, fu seguito da oltre 200 milioni di spettatori e fu ripreso dai media di tutto il mondo.

A oltre vent’anni dal successo planetario, Laura continua a occuparsi in prima persona della prima linea mentre Lavinia si occupa di tutte le licenze (Borse, Occhiali, Calzature, Calze, Foulard, Cappelli, Ombrelli, Profumi, Dolls, Bodywear, Collezione Casa, Jewels, Bomboniere e Uomo). Di acqua ne è passata sotto i ponti da quando Lavinia nel 1996, poco più che ventenne, dopo la prematura scomparsa del padre Gianni Cigna è entrata nell’azienda di famiglia, fondata nel 1965 dalla nonna Delia Biagiotti e portata al successo dalla madre Laura. Fra tutte le licenze che costellano il pianeta Biagiotti, certamente quella relativa al mondo bambina (che per l’abbigliamento è affidata a Mafrat e per le calzature a Viviane) è quella che più sta a cuore a Lavinia e nella quale il rinnovamento è continuo.

New entry per le baby Biagiotti è Laura Biagiotti Jeans&Dolls, che vedrà la luce nel prossimo autunno. Si tratta di una collezione completamente nuova all’insegna di un gusto che si ispira agli Usa e che dà alla parola jeans” una valenza di gioco e libertà, voglia di divertirsi. “Noi – ci svela Lavinia – stiamo già pensando al lancio successivo che sarà una linea neonato fatta di tutine e di una serie di regali di benvenuto. Per le sorelle maggiori stiamo invece valutando una linea di zaini scuola.

Con Jeans la ragazza Biagiotti sta diventando meno “bambola“?
Ho disegnato la linea Jeans ispirandomi al look di Malia e Sahsa, le figlie del presidente Obama. Così, se con Dolls vestivamo le bambine bene nelle occasioni importanti, con Jeans le accompagniamo quando giocano in giardino col cane o aiutano la mamma nell’orto. In questa linea ho messo anche le mie reminiscenze di bambina. Mia madre mi ha cresciuta vestendomi con tute da ginnastica ottime per vivere in campagna, ma dal look che non ho mai amato. Per questo ho voluto reinventare per le bambine un guardaroba per il tempo libero.

Si amplia sempre più il mondo under 16 della maison…
Noi abbiamo una lunga esperienza, iniziata negli Anni ’80 con la linea Junior 15, che ci ha portato a capire come, nel bambino, sia importante essere innovativi e sperimentare. Inoltre, il nostro marchio è sinonimo di affidabilità. Oggi vestiamo le figlie delle “Dolls” di quegli anni.

Quindi ci sono buone risposte dal mercato?
Al di là dei saldi che sono andati molto bene, l’80% dei rifornimenti era già stato venduto prima che iniziassero i ribassi. In generale mi piace dire che, come gruppo, abbiamo superato “la prova del 9” ovvero l’annus horribilis 2009. È stato un anno impegnativo, dove abbiamo faticato ma siamo riusciti a mantenere i livelli del 2008.

Per il bambino meglio il multimarca o il monomarca?
Crediamo in entrambe le tipologie di punto vendita. Per quando riguarda i nostri monomarca, stiamo puntando sugli aeroporti. A primavera inaugureremo un flagship Laura Biagiotti Dolls a Fiumicino mentre in autunno saremo a Malpensa. Tutto questo senza trascurare i nuovi canali quali Internet. Infatti, all’interno del sito abbiamo anche un’area di e-commerce.

Alessandra Iannello

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Written by Monica

Q by Pasquale

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