Unicità ed emozione

Francesca
11/12/2008

Intervista a Stefano Zurleni, ad di CarZeta S.p.A., concessionaria Bmw e importatore unico per l’Italia dei marchi Alpina e Wiesmann

Unicità ed emozione

L’auto di lusso secondo Stefano Zurleni

Da anni punto di riferimento per gli amanti di Bmw a Milano e nel nord Italia, CarZeta è anche importatore unico di Alpina e Wiesmann.

L’ad Stefano Zurleni spiega a Luxgallery i motivi che hanno spinto CarZeta ad avviare la partnership con questi due brand esclusivi.

Come sono nate le “idee” Wiesmann e Alpina per CarZeta?
Per quanto riguarda Alpina, siamo importatori dal 1998. All’epoca Alpina aveva l’esigenza di inserirsi nel mercato italiano e si è rivolta a noi anche grazie al fatto di essere da decenni concessionari Bmw. Ci siamo accordati velocemente, perché la scelta nasce dalla passione: conoscevamo già il prodotto Alpina e le sue caratteristiche uniche e lo abbiamo sempre più conosciuto nel corso degli anni.

Che caratteristiche ha?
Sono auto di nicchia che stanno tra la Bmw di serie e la Bmw M Sport. Si rivolgono a una clientela di un certo spessore sociale, che è anche conoscitrice del prodotto. Dopo la difficoltà iniziale a imporre il marchio, come spesso accade quando si tratta di novità, abbiamo constatato nel tempo il successo della gamma, tanto che il cliente Alpina ha poi comprato nel corso degli anni altre vetture dello stesso genere. Sottolineo il fatto che Alpina non è un tuning ma una vera casa automobilistica, l’unica a collaborare con Bmw da 40 anni.

Cosa cerca in un’auto il cliente Alpina?
Il cliente Alpina ama l’understatement, non vuole apparire ma vuole avere un prodotto di lusso con elevate prestazioni, nel comfort totale e nel piacere di guida che caratterizza Bmw. Ci siamo trovati e sposati in pieno con questa filosofia, tanto che la gamma si è sviluppata negli anni e si è completata, dandoci buone soddisfazioni. Significa che il prodotto è conosciuto, è stimato ma soprattutto che c’è la volontà da parte dell’importatore di imporlo: lo facciamo vedere, provare e difficilmente il cliente se ne disaffeziona.

E con Wiesmann?
Quello di Wiesmann un discorso molto più fresco. I primi contatti sono stati avviati due anni fa, ci hanno cercato loro conoscendo la nostra storia sul territorio e sapendo che eravamo già da decenni  concessionari Bmw a Milano, oltre che importatori. Una caratteristica, quest’ultima, che ci ha permesso di avere quell’esperienza in più che ci ha aiutati. Nel giro di un mese ci siamo accordati, perché abbiamo capito che il loro non è un tentativo casuale di un produttore di auto qualsiasi, ma si porta dietro un progetto molto serio. I fratelli Wiesmann sono persone molto capaci, che ci mettono impegno e passione. Tutte cose che abbiamo apprezzato e che abbiamo condiviso al 100%.

Si tratta di un marchio che, in Italia, è ancora poco noto…
Wiesmann nasce vent’anni fa in Germania, dove è molto conosciuta. Se ne producono 200 esemplari all’anno, sono praticamente pezzi unici. Sono creati su due carrozzerie di base: la roadster, che dà vita alla cabrio, e la GT, che è la coupè. La GT ha due motorizzazioni: la MF4 da 367 cavalli e la MF5, la vera novità di quest’anno, con 507 cavalli. Il fatto poi che Wiesmann  fruisca della meccanica di Bmw ci ha facilitato nella scelta e nella conoscenza del prodotto dal punto di vista tecnico: motore, cambio e differenziale sono di Bmw.

E così è nata la collaborazione…
Siamo diventati importatori nel 2007 e da un anno a oggi abbiamo già ordinato 7 vetture. I fratelli Wiesmann sono stupiti e contenti di questi numeri: mediamente, in un Paese in cui parte la commercializzazione, il primo anno si vendono 2-3 pezzi. Noi siamo già al doppio. Parliamo di un tipo di prodotto che va prima imposto e conosciuto, tant’è vero che abbiamo fatto parecchie campagne e i risultati si sono visti abbastanza velocemente, inaspettati. Ora è il momento di consolidare.

Tra Alpina e Wiesmann ci sono quindi filosofie diverse?
Wiesmann è un prodotto che si sceglie lasciando da parte la razionalità, Alpina si può guidare tutti i giorni anche in città. Alpina è, di fatto, un prodotto Bmw e si produce in serie, mentre Wiesmann è creata dai fratelli Wiesmann dal telaio alla carrozzeria e può essere costruita davvero su misura. Ci sono possibilità infinite di personalizzare il colore e soprattutto gli interni, non solo per i rivestimenti ma anche per il fatto che il cliente ci può mettere davvero ciò che vuole: dalle iniziali sul battitacco in alluminio o sulla seduta, fino a tasche su misura nel tunnel centrale, al doppio fondo nel bagagliaio, alla carrozzeria bicolore… Insomma, non c’è una Wiesmann uguale all’altra. E per il 2009 abbiamo in serbo anche un evento.

Ossia?
Pensiamo di organizzare un raduno europeo di clienti di Wiesmann in Italia; ce ne aspettiamo almeno 40-50 da tutta Europa, in una location esclusiva. Pensiamo a un triangolo Milano– Monza–lago di Garda o Maggiore per unire fashion, velocità e ospitalità. Sarà un weekend articolato su 3-4 giorni, che si concluderà con una visita nelle nostre strutture. Tutto nell’ottica di far conoscere il marchio Wiesmann.

Il sogno Wiesmann è alla portata di pochi o di pochissimi?
Se parliamo di prezzi, tutti coloro che abbiamo incontrato nelle varie manifestazioni si sono meravigliati nel constatare che, a loro parere, le Wiesmann non sono auto così care per quello che è il concetto di auto di lusso su misura: parliamo di 103mila euro per la roadster, 185mila per la MF5 e 120mila come prezzo di partenza della MF4. Teniamo anche presente che il cliente della coupè è diverso da quello della roadster. In Germania, per esempio, la roadster ha molto successo, tanto che è prodotta dal 1993 mentre la GT solo dal 2003. Si tratta di un fatto culturale: nel nord Europa si ha un concetto diverso della cabrio, appena ci sono 12 gradi con il sole spariscono le capote, se in Italia abbiamo 30 gradi preferiamo tenere tutto chiuso e l’aria condizionata al massimo.

Come chiuderete il 2008?
Siamo in controtendenza, chiuderemo con una crescita per Bmw e Mini pari a circa il 10% rispetto al fatturato 2007, tra acquisizioni e immatricolazioni. La nostra è una società solida e questo dato ci rende ottimisti anche per i prossimi anni. Anche con Alpina e Wiesmann, siamo in controtendenza, tanto che per Alpina si parla di +50%, sebbene sia un discorso più regionale che nazionale, riferito al nord Italia. Infatti, nel 2009 vorremmo cercare partner che ci sostengano su tutto il territorio italiano.

Le prospettive del mercato dell’auto di lusso.
Penso che si manterrà di più rispetto al mercato generale. Secondo me è un mercato che vive e vivrà: magari il cliente farà delle scelte più ponderate, ed è giusto così, ma comunque le farà. Credo che il mercato di un certo tipo di lusso su misura sarà stabile e destinato a crescere dalla seconda metà del 2009.

Due parole che definiscono l’auto di lusso.
Unicità ed emozionalità.

Davide Passoni