Labirinto della Masone: Gino Covili e “La favola e il dolore”

Labirinto della Masone, al via la mostra autunnale dedicata a Gino Covili dal titolo “La favola e il dolore”

Ha aperto lo scorso sabato e rimarrà aperta sino a marzo 2017 la mostra autunnale del Labirinto della Masone di Fontanellato, in provincia di Parma. L’esposizione dal titolo “La favola e il dolore” è dedicata a Gino Covili, pittore modenese morto poco più di dieci anni fa.

Dopo “Arte e Follia” che, curata da Vittorio Sgarbi, ha proposto al pubblico alcuni dei capolavori di Antonio Ligabue e Pietro Ghizzardi, il Labirinto della Masone ospita quindi un’altra mostra dedicata alla pittura padana del Novecento. Nel percorso espositivo saranno esposte circa 30 opere dell’autore modenese che – accuratamente selezionate da Franco Maria Ricci con gli eredi del pittore – sono volte a rappresentare il suo stile più originale e la sua poetica.

Nato e vissuto sulle colline modenesi, con la sua arte Covili si fa testimone della società contadina del Novecento al quale si sente particolarmente legato. Le sue tele esprimono energia ma anche dignità per il lavoro svolto, valori semplici che vengono però espressi in una maniera del tutto insolita attraverso lo sguardo poetico dell’autore. Nella pagina web ufficiale della mostra, a tal proposito si legge che Covili “rielabora e addolcisce, ma la deformazione delle immagini e dei soggetti custoditi nella sua memoria non è grottesca o caricaturale, tantomeno naif; è invece un sentire espressionista attraverso il quale l’artista propone un racconto fiabesco che ci spinge oltre all’apparenza”. “La favola e il dolore” vuole essere una mostra analitica e, in alcuni casi, anche politica sebbene non politicizzata; nelle sue opere, infatti, Gino Covili cerca di sottolineare la dignità delle figure rappresentate che siano esse proletari, contadini o – come nella serie degli “Esclusi” – malati psichiatrici di un manicomio di provincia. Per info, www.labirintodifrancomariaricci.it.

Foto: © Mauro Davoli

Rebecca Fassone

Written by Rebecca Fassone

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