La strada del fungo porcino

Redazione
07/11/2008

La strada del fungo porcino

Sui colli della Val Taro per scoprire il prodotto IGP
Uno dei simboli tipici dell’autunno è sicuramente il fungo. Tra i più pregiati, tanto da valersi della denominazione IGP, è il porcino di Borgotaro, protagonista di una strada che si snoda sull’Appenino Parmense, più precisamente nell’alta Val Taro, congiungendosi con la Val Baganza, la strada del Prosciutto e dei Vini dei Colli e, a Ovest, con la Val Ceno, per arrivare a Sud coi confini ligure e toscano.

Si tratta di una terra ricca di storia, caratterizzata da castelli, borghi medievali, antichi luoghi di culto, oltre che da itinerari naturalistici e parchi naturali, da associare ai piatti della tradizione gastronomica della montagna parmense.

Uno dei principali ingredienti di questi piatti è proprio il fungo di Borgotaro, contraddistinto da determinate caratteristiche e formato dal carpoforo allo stato fresco di quattro specie del genere Boletus, che nascono naturalmente nei boschi cedui e di alto fusto della zona geograficamente delimitata. Le varietà si distinguono, oltre che per le particolarità fisiche, anche per l’uso in cucina: alcune sono ricercate per essere conservate sott’olio, altre per essere seccate, altre per essere gustate fresche.

La strada si snoda tra i comuni di Albareto, Bedonia – cuore religioso e culturale dell’alto Appennino con il Santuario della Madonna di San Marco, un attrezzato planetario, un punto per le osservazioni astronomiche e diverse strutture museali – Berceto, uno dei più antichi borghi dell’Appennino, Borgo Val di Taro, Compiano, con il Castello dei Landi e la cinta muraria, e Tornolo.

Luoghi da scoprire con i diversi percorsi naturalistici sulle colline, come l’itinerario della Strada del Fungo Porcino e la Via dei Monasteri. Si potranno attraversare il Parco dei Cento Laghi, costellato da un numero particolarmente elevato di conche lacustri di origine glaciale, l’Oasi dei Ghirardi, un mosaico di vari ambienti che accoglie una flora ricca e singolare tra cui le orchidee selvatiche, il giglio di San Giovanni e il rarissimo melo fiorentino, e una fauna interessante con l’aquila reale, l’istrice, il tritone, e il Parco del Monte Penna, dalla cui cima si può ammirare un particolarissimo panorama.

Nei dintorni sono numerose le aziende e gli agriturismi che propongono piatti e prodotti tipici, accanto a quelli a base di funghi, e sono dotati di maneggi per escursioni e gite a cavallo.

A pochi chilometri da Borgo Val di Taro c’è Funghi e Fate un’azienda agricola biologica basata sulla produzioni di prodotti tipici e sulla riserva di raccolta funghi, dove poter anche seguire corsi di micologia a vari livelli.
Presso Le Carovane, a Compiano, si possono acquistare pane e farina biologici, carne bovina, salumi, formaggio, dedicarsi all’equitazione grazie ai cavalli Bardigiani e agli istruttori in grado di seguire sia i principianti sia i cavalieri più esperti. Salumi di suino nero di Parma e miele si possono trovare presso la Vigna di San Pietro nella Valvona.

Per gustare le specialità della regione ecco il Ristorante La Pergola di Bedonia, con arredi curati e un menu che declina con creatività i piatti tradizionali.

Per soggiornare, è di assoluto rilievo il relais Castello di Compiano, ospitato in uno dei manieri più spettacolari d’Italia.