La grande danza classica approda al Teatro Regio

Redazione
11/10/2011

Il Teatro Regio di Torino ospita, per la Stagione della struttura, il Balletto del Teatro Mariinskij di San Pietroburgo con sei titoli della grande danza classica

La grande danza classica approda al Teatro Regio

Il Balletto del Teatro Mariinskij di San Pietroburgo a Torino

Il 14 ottobre 2011 la danza inaugura, per la prima volta nella storia moderna del Teatro Regio di Torino, la Stagione della struttura.  Il Balletto del Teatro Mariinskij di San Pietroburgo presenta sei titoli della grande danza classica per un totale di 22 recite.

Si inizia con un “Omaggio a Fokin” che racchiude il meglio della produzione del coreografo russo, vale a dire “Danze polovesiane” dal “Principe Igor” di Aleksandr Borodin, “Le Spectre de la rose” di Carl Maria von Weber, “La morte del cigno” di Camille Saint-Saëns e “Shéhérazade” di Nikolaj Rimskij-Korsakov. Seguono due balletti creati da Marius Petipa: “La Bayadère” di Ludwig Minkus, mai eseguito al Teatro Regio e, infine, il classico dei classici del balletto, “Il lago dei cigni” di Pëtr Il’ič Čajkovskij.
Musica dal vivo con l’Orchestra e il Coro del Teatro Regio.

Una magnifica occasione per ammirare la mitica compagnia di danza, esempio di straordinaria tecnica e disciplina, nata nel 1738 per volere dell’Imperatrice Anna Johannovna che fondò a San Pietroburgo prima una scuola, lo storico Istituto Teatrale Imperiale – oggi Accademia Vaganova – e poi una compagnia di professionisti nelle cui fila, in quasi 300 anni di storia, sono cresciuti e hanno lavorato tutti i più grandi ballerini russi come Anna Pavlova, Vaclav Nižinskij, Rudolf Nureyev, Natalija Makarova e Michail Baryshnikov, solo per citarne alcuni.

I quattro balletti che compongono l’”Omaggio a Fokin” (14-18/10), quasi tutti creati per i “Ballets Russes” di Djagilev, sono indubbiamente i quattro più grandi successi del danzatore e coreografo Michail Fokin, rivoluzionario creatore di balletti ispirati da un reale desiderio di innovazione verso una danza più aderente alla realtà.

Nominato maestro di ballo principale nel 1869, Marius Petipa, ballerino e grande coreografo, seppe elevare il livello qualitativo della Compagnia mescolando abilmente la grazia della scuola francese e il virtuosismo di quella italiana e plasmando le grandi ballerine della generazione a cavallo tra Ottocento e Novecento (Kšesinskaja, Preobraženskaja, Egorova); ma soprattutto creò coreografie indimenticabili. Esotismo, promesse amorose tradite, sentimentalismo, romanticismo, sensualità tutto questo e molto di più, come la  magia del ballet blanc, la danza delle baiadere morte, si ritrova nei tre atti intensi de “La Bayadère” (21-25/10) su musica di Ludwig Minkus.

Il Balletto del Mariinskij chiuderà il suo soggiorno torinese (28/10-6/11) con il classico tra i classici: “Il lago dei cigni” con la coreografia di Petipa e Ivanov su musica di Pëtr Il’ič Čajkovskij. Uno dei più noti, acclamati, amati e anche parodiati balletti del Diciannovesimo secolo. Un successo di fama planetaria che incarna tutti gli ideali del tardo Romanticismo.

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