La caduta degli angeli: da Victoria’s Secret a The model Alliance, l’inizio di una nuova era fashion

Una scelta inaspettata ed improvvisa: quest’anno il fashion show più atteso dell’anno, il VSFS è stato sospeso. Quali sono i reali motivi che hanno portato a questa decisione?

Che fine faranno i tanto amati “Angeli”?

Gli angeli di Victoria’s Secret, o meglio, i famigerati “Angels”. Donne bellissime, o meglio, quasi inesistenti e inconcepibili per quanto perfette sul pianeta Terra: fisici statuari, sorrisi da lasciare senza fiato. Sono state proprio loro, le protagoniste assolute del mondo della moda dei tempi moderni, tra copertine per i magazine più ambiti e “glamorous” del momento, gossip e campagne pubblicitarie mondiali per le maison di moda più famose.

Delle dive a tutti gli effetti, le top model più seguite sui social network. Il mito degli “angeli” che ha fatto sognare milioni di ragazzine aspiranti modelle, compresa me stessa. Arrivare a fare un casting per Victoria’s Secret, ha sempre significato entrare nell’Olimpo della moda, o meglio, avere l’opportunità di entrarci. Ebbene, forse questo sogno, è arrivato al capolinea. Proprio così, la straordinaria Adriana Lima con le sue “ali” da angelo forse rimarrà solo un lontano ricordo. Dopo l’addio dell’iconica Adriana, Alessandra Ambrosio, e altre top, il brand sembra aver subito una battuta d’arresto. Un brusco fermo. Saranno finiti i tempi d’oro? Oppure, le new entry angeliche, per quanto bellissime, non possiedono la stessa “verve” delle passate ( oramai) colleghe?

Bella Hadid al VSFS 2016

Perché Victoria’s Secret Fashion Show è stato sospeso? I reali motivi

Vediamo i motivi per i quali, lo Show per eccellenza, il più atteso dell’anno; il più spettacolare e seguito, è stato improvvisamente sospeso. Per me è stato un fulmine a ciel sereno, e sarà stranissimo, non vedere il VSFS quest’anno. L’ho sempre seguito, tutti gli anni, immancabilmente. Il 1 gennaio, abitualmente, ero davanti alla tv, come sempre; a guardare il mio fashion show preferito. Beh….quest’anno SkyUno non lo trasmetterà. Sembrerebbe, a prima battuta, che Il brand stia ripensando al “format” e ai canoni beauty che sono cambiati con l’avvento di nuovi trend in controtendenza alla perfezione degli angeli, le così dette “Body Positive”, con curve leggermente differenti dai corpi statuari degli “Angels”.

Shanina Shaik in una intervista al “The Daily Teleghraph” ha dichiarato: «Stanno lavorando sul brand e a un nuovo modo di fare la sfilata», ha affermato. La notizia arriva dopo che lo scorso maggio il brand di lingerie aveva fatto sapere che la sfilata non sarebbe più stata trasmessa in televisione. Il primo segnale di un cambiamento imminente, un “fermo momentaneo” per ripensare alla nuova tendenza che stanno adottando quasi tutti i più famosi brand di lingerie, e quindi adattare Victoria’s Secret ad un nuovo business e ad una nuova mentalità di concepire il corpo e la sua estetica.

Cosa accadrà adesso?

Cosa succederà? Quali scelte saranno il “focus” della nuova collezione? Sarà ancora uno show da “sogno” o rischia di essere così “normalizzato” a differenza degli esempi sbagliati che talvolta la moda propone come canone fisso e stereotipato? Dalla magrezza ostentata? Presto avremmo tutte le risposte al caso. Ed Razek, direttore creativo del marchio, intervistato da Vogue, ha spiegato che sono poche adatte per una sfilata di fantasia. Riguardo l’includere modelle plus-size e trans nella sfilata. Ma, forse, se questa fantasia piace ancora agli uomini, alle donne, che sono le effettive acquirenti di lingerie, non piace più. Molte modelle, così dette “curvy”, sono state protagoniste di un dibattito contro le scelte, talvolta ostinate e ostentate , per il VSFS.

“Troppo magre”… “esempi sbagliati in cui identificarsi” ,oppure: “allenamenti e trattamenti pre-sfilata troppo massacranti e fisicamente difficili da sopportare”. La stessa Adriana Lima aveva esposto questa questione qualche anno fa. Nel 2011 rivelò al “Telegraph” la dieta choc a cui erano sottoposte le modelle per sfilare sulle passerelle di tutto il mondo: 4 mesi di regime alimentare ferreo, allenamento fisico intensivo da “Full Metal Jacket”, solo frullati di proteine 9 giorni prima della sfilata-evento, zero calorie e solo acqua 48 ore prima dell’esibizione.

Victoria's Secret Fashion Show 2016 in tv: Irina mostra il pancino
Victoria’s Secret Fashion Show 2016 in tv: Irina mostra il pancino

Nel 2013 la biondissima e incantevole Erin Heatherton si licenziò da Victoria’s Secret perché stanca delle continue richieste di perdere peso: “Ero depressa, mi allenavo due volte al giorno, ma sentivo che il mio corpo opponeva resistenza”. Dopo, la prima modella trans diventata “angelo”; Valentina Sampaio e la “curvy” Barbara Palvin…. La realtà è che siamo di fronte all’alba di un nuovo cambiamento all’interno del più famoso brand di lingerie.

Le dimissioni di Ed Razek

Ed Razek, padre creativo del brand, si è dimesso. “Esce di scena il padre degli angeli, l’uomo che ne ha deciso le stategie marketing e d’immagine da 36 anni”. Ebbene sì, anche questo tornado mediatico all’interno di un gruppo oramai stravolto ed indirizzato verso nuovi orizzonti. “Era in azienda dal 1983, tutti gli anni d’oro del brand e delle sue celeberrime top model con le ali, da Gisele Bundchen ad Adriana Lima. Edward Razek, 71 anni, chairman e marketing chief executive, lascia Victoria’s Secret dopo 36 anni. Un’anticipazione era stata data dal Wall Street Journal pochi giorni fa, riportando come Razek avesse espresso già da qualche settimana il desiderio di dimettersi”.

Victoria’s Secret Ed Razek
Ed Razek

Aria di crisi?

Il brand, a quanto riportato dal magazine, era in crisi nera con 53 negozi chiusi negli Stati Uniti e con un utile netto in ribasso, negli ultimi mesi del 2018, da 664 a 540 milioni di dollari. Sembra che VS non sia rimasto al passo con i tempi, come; invece, hanno fatto molti altri brand. L’ex CEO, Jan Singer, che lasciò l’azienda nel 2018 dopo due anni al fianco di Razek, disse: «Victoria’s Secret rischia di finire nell’occhio del ciclone a causa della sua rappresentazione di sessualità troppo standardizzata, come anche per la sua idea singolare di bellezza femminile», disse a news.com.au. Un’immagine troppo distante dal pubblico, dalla molteplicità dei corpi femminili, per aspirare ad un’immagine falsa e rarefatta qual è quella degli angeli.

Victoria’s Secret

Razek, un uomo onesto e molto amato dalle modelle con le quali ha lavorato, come se fosse una sorta di “grande famiglia”. Descritto da molte delle top model come un padre e una figura guida, rimasto intoccato, perfino nella tempesta del #meetoo, dal minimo sospetto di atteggiamenti ambigui nei confronti di centinaia di ragazze. “Bambole super sexy e dalla cura maniacale” che saranno rivoluzionate “forse” in ragazze normali, curvy, o forse anche in gravidanza?

Dall’esclusività all’inclusività

Dall’esclusività all’inclusività. Il cambio rotta della moda è proprio questo. Accettare i propri difetti e per quello che si è, senza aspirare ad un modello di perfezione assoluto, oramai mera idea obsoleta. L’universo femminile è vario e diverso, non è unico e standardizzato. Le misure non “possono e non devono” essere uguali per tutte. Sperando che anche le agenzie di moda prendano esempio da questo “change”.

Victoria's Secret Fashion Show 2016 in tv: Gigi e Bella Hadid incantano
Victoria’s Secret Fashion Show 2016 in tv: Gigi e Bella Hadid incantano

Sicuramente, le modelle alate, avranno molto meno clamore e divismo con l’assenza dello show quest’anno. Sempre top model, ma senza ali. In fondo, è sempre stato il Victoria’s Secret Fashion Show l’attrazione principale del marchio, che lo differenziava nettamente da tutti gli altri. Calzedonia e Etam, dal canto loro, sono molto simili alle strategie di business di VS, proponendo anch’essi; uno show da lasciare senza fiato.

La storia, talvolta non a lieto fine, di Victoria’s Secret

La storia di Victoria’s Secret, dell’origine del brand, non è tra le più rosee, felici e a lieto fine. Anzi. Victoria’s Secret fu fondata da Roy Raymond e sua moglie Gaye a San Francisco nel 1977. Otto anni prima di fondare questa società, Raymond si recò in un grande magazzino per acquistare biancheria intima per la moglie, ma si trovò di fronte a scaffali con accappatoi in spugna e brutte camicie da notte di nylon con stampe floreali, così decise di fondare Victoria’s Secret. Inoltre, si trovò in imbarazzo ad acquistare dell’intimo per la moglie, come la maggior parte degli uomini. Così decise di fondare un suo brand di intimo. Per far fronte alle sue timidezze e imbarazzi.

Victoria’s Secret Roy Raimond
Roy Raymond

Qual è il segreto di Victoria?

Qual è il segreto di Victoria? “What is Victoria’ Secret?”. “Roy Raymond si fece prestare 40mila dollari per aprire una piccola, umile compagnia di biancheria intima senza alcuna pretesa di ambizioni serie per il futuro”. “Un uomo, a quei tempi, si sentiva più a suo agio al “fronte” che a gestire una commessa di lingerie”, commenta un articolo del Telegraph di tre anni fa. Laureato alla prestigiosa School of Business di Stanford, Roy Raymond, aveva dentro di sé, innegabilmente; un naturale fiuto per gli affari, anche se le sue aspirazioni erano umilissime. La biancheria intima dell’epoca, non era assolutamente come ce la immaginiamo oggi, sexy quando serve, elegante e raffinata al tempo stesso. Allora, negli ultimi decenni del 1970, i reggiseni fungevano da reggiseni, e le mutande erano semplicemente mutande. Colori neutri, fantasie e creatività completamente azzerati.

La lingerie “peccaminosa”, in pregiatissima seta e reggicalze accompagnati, era un lusso di pochissime privilegiate, da incartare con “assoluta riservatezza”. Non c’era la libertà di oggi, dove acquistare un tanga o un completino intimo viene considerata una cosa normale e abituale. Senza clamore. Roy Raymond, è stato precursore di questa nuova tendenza moderna, proponendo ed immaginando modelli diversi fra loro, dando alla biancheria una nuova vita, un suo “perché”, appetitosa e seducente, come se fossero abiti indossati.

Una novità assoluta, un rivoluzionamento radicale, che ha portato tutt’oggi questo tipo di “imprinting” sulla lingerie. Il primo negozio di Victoria’s Secret, è nato allo Stanford Shopping Center di Palo Alto, in California. Il nome del marchio era un omaggio ironico al puritanesimo della Regina Vittoria. “La combinazione delle due parole era perfetta perché, spiega ancora il Telegraph, suggeriva regalità e mistero”.

L’idea del marchio era la seguente: “come se ogni notte della vita di una donna fosse la prima notte della luna di miele”. Nel primo anno la società aveva incassato 500mila dollari, un successone senza precedenti. Nel 1982 i punti vendita erano sei e il fatturato era salito a 6 milioni annui. Tutti gli Stati Uniti non parlavano d’altro che di Victoria’s Secret. Un fiume in piena, pronto ad esondare dalla diga, forse troppo e senza controllo. Raymond, stava rischiando la bancarotta per errori di gestione, così decise di vendere tutto a Leslie Wexner, un businessman dell’Ohio, che in primis eliminò dalla produzione l’idea di inserire anche la biancheria maschile concentrandosi solo sull’universo femminile:

Victoria’s Secret angel

“Per puntare sulla nuova donna che le cose che ama se le compra soprattutto da sé”. Indipendente e fiera, forte e risoluta. Wexner centra il “focus”, e nei 5 anni successivi i negozi diventano 346. E Raymond? Era pur sempre uno dei presidenti del marchio, ma qualcosa cambiò in lui, forse cadde in una forte depressione. Aprirà una nuova linea di biancheria intima per bambini, la My Child’s Destiny. Quest’ultimo tentativo, di riprovare a calcare l’onda del successo, si rivelerà un flop senza precedenti, che lo porterà alla disastrosa bancarotta che qualche anno prima ebbe con VS. Cadde in disgrazia qualche tempo dopo, senza più un dollaro in tasca. Perse tutto, anche l’amata moglie per la quale andò a comprare la tanto e desirata lingerie e che gli diede l’idea di aprire il marchio.

Un uomo senza gloria, senza rivincita. Perché la vita dà, e poi toglie tutto improvvisamente. Il 26 agosto del 1993 Roy Raymond si tolse la vita lanciandosi dal Golden Gate Bridge di San Francisco, due anni prima che la sua Lingerie, la sua creatura Victoria’s Secret, sfilasse per la prima volta. Non è stato mai dimenticato, innumerevoli omaggi gli sono stati dedicati in questi anni. Ad oggi, cosa penserebbe Raymond di Victoria’s Secret? Della sua evoluzione straordinaria e dei suoi celeberrimi “angeli”?  E del tornado mediatico che sta travolgendo il brand “alato” negli ultimi periodi?

Victoria’s Secret, il mistero si infittisce, auto-censura femminista oppure #meetoo?

Dall’azienda ancora nessuna presa di posizione, nessun responso. Niente sfilata, nessun «angelo», nessuna trasmissione televisiva dell’evento. Annullato «misteriosamente» il «Victoria’s Secret Fashion show», sfilata di moda che andava in scena da ventitré anni. Ventitré anni di successi, altrettanti ornati di bellissima lingerie e bellissime donne, oggi più che mai nell’occhio del mirino. Dalla scelta della prima modella trans della storia del brand Valentina Sampaio, non accettata pienamente dal direttore creativo Ed Razek (ormai alle dimissioni) alla curvy e bombastica Barbara Palvin, decisione inaspettata rispetto ai canoni abituali della casa di intimo. Che approvo totalmente.

Victoria’s Secret Barbara Plavin
Barbara Palvin

#Meetoo e Victoria’s Secret

“Proteggete le vostre modelle dalle molestie”. Questo l’appello e la petizione firmata da 100 modelle nella quale si chiede al brand VS di vigilare più accuratamente sui casi di molestie o violenza sessuale ai danni delle ragazze aspiranti “angeli”. La bomba era esplosa in luglio. L.Brands, la società a cui fa capo di Victoria’s Secret, dopo una serie di scandali, aveva dichiarato che avrebbe esaminato a fondo la questione, tra manager finanziari e molte altre figure professionali.

Victoria’s Secret e metoo

Leslie Wexner, ha definito questi fatti “ripugnanti”. Intanto il brand è tuttora al centro della tempesta mediatica, tra addii e nuove reclute non inclini a critiche. Travolto dall’ondata #metoo, il brand di lingerie più famoso del mondo, cerca di ridefinirsi in una nuova identità. Trovare nuove idee e una nuova immagine.

Da Victoria’s Secret a The Model Alliance

The Model Alliance, gruppo no-profit che si impegna per difendere i diritti di tutte le modelle, fondato da Sara Ziff; ha scritto una lettera aperta a John Mehas, CEO di Victoria’s Secret. Una petizione firmata da 100 modelle, tra le quali top model famosissime, sostenuta dal movimento Time’s UP, organizzazione a difesa delle vittime di molestie sessuali.

«Chiediamo a Victoria’s Secret di agire in maniera significativa per proteggere i suoi talenti e tutte coloro che aspirano a lavorare per il marchio – si legge – Victoria’s Secret ha l’opportunità di essere leader, di usare il suo potere e la sua influenza per promuovere i cambiamenti che sono necessari e urgenti nel nostro settore. Ogni giorno i marchi di moda, gli editori e le agenzie stabiliscono cosa è accettabile e cosa non lo è nella moda. Se Victoria’s Secret volesse impegnarsi contro questi abusi e promuovere un cambiamento significativo aderendo al nostro Respect Program sarebbe di grande utilità per permettere al nostro settore di tracciare la strada del futuro».

Sara Zif, fondatrice di The Model Alliance

“Impegnarsi perché Victoria’s Secret vigili con maggiore attenzione su dirigenti, fotografi, agenti e impiegati che lavorano per l’azienda affinché al suo interno le modelle non vengano molestate e abusate”. Angeli, deponete le ali. Almeno per ora….

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Scritto da valentinabissoli

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