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Krow Kian, primo ragazzo trans sulla copertina de L’Uomo Vogue: abbattuti 50 anni di tradizione

Ancora una volta è il mondo della moda a sdoganare un taboo di genere e a dar spazio e visibilità ad una minoranza.

L’Uomo Vogue is back e mette in scena uno spettacolo ancora mai visto in 50 anni di attività giornalistica, rendendo Krow Kian, modello transessuale classe ’95, il protagonista della copertina del numero di Gennaio 2019. La celebre rivista di moda gli ha dedicato un’interessante intervista, per la rubrica Heart throb by Samira Larouci, al proprio interno.
Ha 23 anni, è giovane, bellissimo e canadese, Krow è il primo modello transgender ad apparire sulla copertina de L’uomo Vogue, la più patinata e rilevante rivista italiana di moda maschile. Che il panorama moda fosse da sempre un impattante strumento di innovazione sociale, lo si sapeva già, ne è un importante manifesto L’Uomo Vogue, il mensile di moda creato da Flavio Lucchini nel 1967, dapprima lanciato come allegato di Vogue Italia e poi diventato una rivista maschile a sé stante, che è stata rilanciata nel giugno 2018 dopo una ristrutturazione durata un anno. Krow Kian è stato immortalato dalla fotografa Collier Schorr, autrice dell’attuale campagna di Louis Vuitton di cui il giovane modello è uno dei volti principali. Proprio con la maison francese il Krow ha fatto il suo esordio partecipando alle sfilate dello scorso settembre per la collezione Primavera/Estate 2019.

La parola ai big

«Siamo tutti in una fase di sdoganamento dell’idea di ciò che rappresentiamo dall’esterno» commenta Collier Schorr che ha da sempre esplorato e messo in discussione la definizione stessa di identità, sensualità e genere.
«In un certo senso l’immagine è solo una traduzione dell’interiorità. Krow è un eccellente essere umano, e attraverso i miei scatti, aspiro a far passare il messaggio di un ritorno alle origini, in cui l’essenza maschile entra in contatto, stabilendo delle sinapsi, con l’essenza femminile». Spiega la Schorr.
Emanuele Farneti, direttore della testata, paragona la storia di Krow Kian a «una magnifica fiaba: il segno che qualcosa, nei giornali e sulle passerelle, sta cambiando in maniera radicale. Siamo felici di essere parte di un movimento di empowerment e di visibilità, soprattutto nei confronti dei più giovani. L’Uomo Vogue ha dedicato la cover a Ethan James Green e le famiglie queer, ma in questo caso siamo particolarmente fieri perché Krow è davvero una persona speciale: il mondo sta cambiando verso una sempre maggiore accettazione delle diversità e la moda può e deve essere un acceleratore di questo percorso».

Robbie Spencer, stylist del servizio fotografico, afferma convinto che il mondo della moda debba abbracciare tutti e dare l’esempio al resto della società. Spencer ha scelto per il modello uno stile fatto di zoot suit e camicie di rayon, ispirato all’eleganza nostalgica della comunità negra degli anni ’40, di un divo che assomiglia a John Lurie, Chet Baker e Jim Jarmusch. «Ho sempre fatto di tutto per dare sostegno e visibilità ai modelli LGBTQIA, e vedere Krow sulla copertina di un maschile così iconico è un evento davvero emozionante. Non ci sono più limiti a ciò che l’abbigliamento maschile può essere». Conclude soddisfatto.
Nell’intervista all’interno del magazine, Krown si dice onorato di rappresentare la comunità transgender e di incarnare un modello in cui i ragazzi trans possano finalmente identificarsi e riconoscersi, è un imprescindibile segnale di quanti passi avanti siano stati fatti nel mondo verso l’accettazione.

L’Uomo Vogue è sempre stato vicino alla comunità LGBTQIA, fin dagli albori connotatosi come un magazine che si è sviluppato sulla scia della contestazione giovanile esplosa nei ’60 con la musica dei Beatles. Si è fatto immediatamente portavoce di nuovi stili e tendenze, in antitesi alla lunga ed obsoleta tradizione sartoriale italiana, attingendo allo stile militare, al workwear e alla moda sovversiva del neonato movimento hippy, attivando uno sguardo cosmopolita volto costantemente a captare ogni focolaio di idee. Il traguardo raggiunto mediante il numero di Gennaio dal modello transgender è davvero leggendario, Kian è il simbolo del fatto che qualcosa, lentamente, stia cambiando, più che nel fashion system, nella modo di pensare all’italiana.

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Scritto da Erika Barone

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