Intervista ad Alessandra Zanaria

Monica
17/11/2011

Alessandra Zanaria, designer milanese, che dopo una parentesi nel pret-à-porter femminile si è dedicata agli accessori, in particolare ai cappelli, si racconta a Luxgallery

Intervista ad Alessandra Zanaria

Cappelli e non solo
Le passarelle dell’autunno inverno 2011-2012 hanno decretato il must have di stagione: il cappello.

Ne è contenta Alessandra Zanaria, designer milanese, che dopo una parentesi nel pret-à-porter femminile ha deciso di dedicarsi alla sua più grande passione, ovvero gli accessori.

Alessandra ha raccontato a Luxgallery l’anima delle sue creazioni, i suoi progetti futuri con accenni divertenti su fantomatici testimonial e sull’hat-code del matrimonio, da quello Reale che ha sancito la consacrazione del copricapo, fino alla crescita esponenziale della sua Linea Sposa.

Come è nata la passione per gli accessori e in particolare per l’hat making?
E’ nata per caso, quasi per gioco; ho sempre amato gli accessori e i dettagli, mi sono appassionata all’arte dell’hat making quando ho visto per la prima volta costruire un cappello. Ovviamente tutto questo nasce dalla passione per la moda, infatti ho inizato con l’abbigliamento, poi invece, ho deciso di specializzarmi in qualcosa di più artigianale. Io e i miei collaboratori lavoriamo ancora come facevano le modiste, pezzo per pezzo, e questo è sicuramente l’aspetto più affascinante del mio mestiere.

A chi e a cosa si ispira per la realizzazione delle sue creazioni?
Tendo sempre a non ispirarmi a una figura in particolare. L’ispirazione arriva principalmente da colori, animali, oggetti che vedo e che mi incuriosiscono. Il bello di creare accessori è che non ci sono limiti, si può usare quasi qualsiasi tipo di materiale e sperimentare qualsiasi forma.

Dove vengono creati e distribuiti i suoi accessori?
Il processo è lo stesso dell’abbigliamento artigianale contando che tutti i miei accessori, dalle sciarpe, ai cerchietti, ai cappelli ai bracciali sono tutti fatti a mano. Ora le mie creazioni sono vendute in boutique di nicchia, come ad esempio 10 Corso Como a Milano e Penelope a Brescia. Cerco di mantenere punti vendita particolari che ben si sposino con il prodotto, che rispecchino la sua anima. Una nuova prospettiva di vendita che sto sperimentando è l’e-commerce nata grazie alla collaborazione con Yoox per il Progetto Natale. Certamente mi piacerebbe l’idea di un monomarca, ma è necessario prima posizionarsi capillarmente nel mercato; per me sarebbe uno stimolo, un’esperienza divertente, a partire dal concept della boutique.

Il processo di creazione come avviene? Sceglie prima i materiali o dopo li adatta alla sua idea? Che tipo di materiali utilizza?
Solitamente mi innamoro di un materiale e in un secondo momento ne penso l’utilizzo; già la materia prima può considerarsi l’ispirazione stessa. Preferisco scegliere materiali semplici senza trame o stampe particolari, gioco principalmente sugli uniti perché utilizzando lavorazioni e linee particolari creano un effetto più pulito e semplice nel suo complesso. In questo momento, forse perché ho appena terminato la collezione estiva, adoro giocare con il colore.

Chi sceglierebbe come testimonial per le sue creazioni? Perchè?
In realtà non ci ho mai pensato perchè per ora la pubblicità su riviste patinate non porterbbe a grandi guadagni visto che la nostra rete distributiva non è ancora così capillare e anche perchè il nostro interesse di base non è quello di divenatare un prodotto di massa. Comunque se dovessi scegliere sicuramente opterei per una modella, non un personaggio della televisione o del cinema; forse l’unica eccezione sarebbe Cindy Crawford.

Pensando alle firme più importanti del fashion system con chi farebbe una collaborazione? Perchè?
Ce ne sono diverse, ognuna con il suo stile e la sua immagine. Potrei dire Chanel perchè è un’icona e ha un’immagine ben definita, quindi penserei a degli headpieces tradizionali ma del tutto rivisitati, giocando con i celebri tessuti Chanel per cappelli di diverse fogge. Comunque sarebbe un’esperienza divertente e nuova creare una linea realizzata da un altro stilista, dove l’idea è già stata espressa e il tuo compito è quello di mettere la ciliegina sulla torta. Rimanendo in Italia direi Giorgio Armani e Antonio Marras, comunque penso che sarebbe stimolante con tutti, una sfida creativa in cui potersi confrontare con stili e idee diverse dalla propria.

Alessandra Zanaria PE 2012Come è nata la collaborazione con Shu Uemura?
Shu Uemura è un brand che amo moltissimo è leader nel suo settore e punta su un’immagine particolare e d’effetto, come le mie creazioni. Sono un paio d’anni che creiamo cataloghi insieme, ogni stagione proviamo a realizzare sempre qualcosa di diverso giocando con l’immagine. Il tema del lookbook dell’ultima collezione primavera estate 2012 è “testa tra le nuvole”.

Philip Treacy ha scelto Lady Gaga come stagista, lei chi sceglierebbe?
Non so, perchè in Italia nel bene e nel male non abbiamo delle icone così forti mediaticamente sia come immagine sia come presenza scenica. Forse Renato Zero, che a suo tempo è stato per immagine e scelta dei costumi un vero innovatore.

Un commento sui cappelli visti al Royal Wedding.
Come in tutti i matrimoni, e quindi compreso il matrimonio reale tra Kate e William, se ne sono visti di tutti i colori e di tutte le fogge. Ho visto delle cose che mi sono piaciute molto, riconoscendo anche chi le aveva realizzate e altre che forse non erano idonee all’occasione. Una cosa che amo dei matrimoni inglesi è il loro modo di “giocare” con i copricapo, in maniera del tutto disinvolta. Negli utlimi anni anche in Italia si è rispolverata questa tradizione; spero che continui…anche perchè le foto del matrimonio vengono benissimo!

Prospettive future?
Molti nuovi progetti. Sicuramente sviluppare ancor di più la Linea Sposa, che ogni giorno cresce sempre di più. Infatti abbiamo partecipato a “Io Sposa”, fiera organizzata da Vogue Sposa e da Sposa Bella al Superstudio Più di Via Tortona. La linea, nata per accontentare inizialmente la stampa settoriale, si è ingrandita sempre più; sono nate le richieste delle consumatrici finali che acquistando il giornale si chiedevano dove comprare i pezzi. Così è nato l’Atelier Sposa, dove vengono creati appositamente per le spose e le loro testimoni veri e propri pezzi unici. Vista la richiesta, abbiamo deciso di distribuire i nostri accessori anche nelle boutique multibrand di abiti da sposa.

Monica Monnis