Intervista a Roberto Coin

Un grande interprete dell’alta gioielleria italiana
Luxury can be doing whatever you want,
whenever you want, as long as it pleases you and all the people that you care about,
but also remember that it is important for the future to give back romanticism,
happiness and most of all class, regardless which type of Luxury you are branding
”.

A scrivere è Roberto Coin, Presidente dell’azienda che porta il suo nome, che ama firmare i suoi testi con appellativi adatti al momento e al contenuto, a dimostrazione della sua versatilità e duttilità nei confronti delle sfide che incontra. Uno dei più vitali rappresentanti del made in Italy per quanto riguarda il settore dell’alta gioielleria, un imprenditore entusiasta e appassionato scrittore, capace di unire design, innovazione e qualità in gioielli unici e sempre in grado di dare emozione.
Dopo essere entrato nel campo del design di gioielleria nel 1977 con la produzione per conto di alcuni tra i più celebri marchi dell’alta gioielleria internazionale, nel 1996 ha lanciato il marchio Roberto Coin con successo rapido e straordinario.

I gioielli in oro, diamanti e pietre preziose nascono dall’unione di fantasia, creatività, design non dimenticando uno sguardo alla moda, intesa come stile ed eleganza, tracciando la strada alle principali tendenze che hanno segnato il mondo della gioielleria degli ultimi anni. Ogni gioiello nasconde all’interno un rubino, pietra preziosa da sempre carica di valenze simboliche positive che gli attribuiscono la capacità di donare pace, favorire una lunga vita, e portare felicità.
Ogni pezzo è il risultato di un percorso, di un viaggio tra culture ed influenze multi etniche, tra echi del passato e proiezioni nel futuro, dal desiderio di sperimentare luce, forma e colore, esplorando nuove interpretazioni della materia più preziosa. Ecco così la nascita del Diamante Cento, lanciato nel 2003, un diamante unico a cento sfaccettature contro le 57 o 58 di un taglio brillante standard.
Questa esuberante creatività sposa, infine, dinamismo, servizio, elasticità e capacità di rispondere con tempestività alle caratteristiche di un mercato internazionale estremamente diversificato in termini di gusti e trend di settore.

Luxgallery ha incontrato Roberto Coin in occasione di Luxury & Yachts, il Salone del Lusso di Vicenza e gli ha chiesto di raccontare la sua esperienza.

Sono un ex albergatore che si è reinventato per amore della creatività e del gioiello. Amo scrivere e parlo spesso in diverse università e sono molto attivo in attività solidali.”

Come nascono le linee di gioielli?
Le linee nascono dal mio modo di vedere la vita, nascono dalle emozioni. I gioielli devono trasmettere sentimenti. La gioielleria deve essere reinventata dalla fabbricazione al dettaglio. Comincia un nuovo gioco dove la moda si unisce con lo stile, l’innovazione con la tradizione. Ci presentiamo davanti alla crisi con positività e dando sempre maggior importanza ai valori fondamentali del marchio. Ho sempre accettato le sfide ed è sempre stato il mo pensiero affrontarle come una nuova grande occasione”.

In questo contesto di crisi qual è il suo concetto di lusso?
La parola lusso è complessa e talvolta malintesa. Il vero lusso non è ostentazione, ma una più personale interpretazione della propria libertà di fare o ottenere quello che si vuole quando si vuole, nella misura in cui questo dia soddisfazione a noi e ai nostri cari, e in ogni caso deve trasmettere sentimenti. Mi piace il concetto di useful luxury, un lusso che è qualcosa di cui avere bisogno“.

Quali sono le sue passioni oltre alla scrittura e alla gioielleria?
Provenendo dal settore alberghiero mi è rimasta la passione per la buona cucina e per i buoni vini, per il servizio dei grandi alberghi, che è un’arte in cui non tutti riescono. Amo i fiori: il mio giardino che ammiro al mattino trasmette emozioni positive. Infine amo l’alta finanza, per quanto mi possa aiutare per azioni benefiche. Cerco di stimolare gli altri a fare azioni a cui non si ha tempo di pensare. Se si hanno già quattro appartamenti a cosa serve il quinto? Le risorse possono essere sfruttate per aiutare chi ne ha bisogno“.

Caterina Varpi

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Written by Redazione

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