Intervista a Hilde Soliani

La designer di gioielli nonché pittrice ha ideato una collezione di profumi dedicata ai fiori a cui presto ne seguirà una dedicata al teatro

La sua prima collezione di eau de parfum è dedicata ai fiori ed ha avuto un grande successo negli Stati Uniti e in Italia: si tratta di “Ti Amo” un mazzo composto da cinque fiori, T.ulipano, I.ris, A.nemone, M.argherita, O.rtensia che comunicano l’amore universale.

Stiamo parlando di Hilde Soliani, che lancerà presto una linea di profumeria artistica dedicata al teatro, di diversa ispirazione ma con le stesse caratteristiche di contemporaneità e innovazione che si innestano sulla più grande tradizione degli essenzieri di un tempo, con l’impiego di oli essenziali naturali di altissima qualità.

Luxgallery, in attesa delle presentazioni che si terranno nel prossimo fine settimana, le ha chiesto di raccontarci la sua esperienza di creatrice di profumi.

Come crea i profumi?

Ho iniziato per gioco anche se avevo già le basi grazie a mia nonna che ha lavorato per una grande azienda. Si è aggiunto il mio animo artistico che mia ha portato a concretizzare in un’essenza emozioni che provengono dall’esterno, da un fiore, dal palcoscenico, da un ristorante.

Creo eau de parfum concentrate al 14 % di essenze, ma i miei prodotti non sono mai monoessenza ma un misto di essenze diverse. Questo vale anche per “Ti amo” che è legata ai fiori.  Tulipano, ad esempio, si ispira al fiore omonimo che non ha odore: io ho voluto ricreare l’idea del tulipano con un mix di note che me lo hanno ricordato.

Da dove provengono le essenze?

Le essenze provengono da zone diverse: gli oli essenziali di agrumi artigianali mi arrivano da Calabria e Sicilia, le spezie dall’Oriente, altre dalla Francia.

Ha un suo laboratorio?

Ho un piccolo laboratorio a Parma in cui provo le essenze e le loro combinazioni. Per la produzione e la confezione mi rivolgo a artigiani delle colline parmensi. Aggiungo che faccio macerare le mie magiche essenze per sei mesi e non per quindici giorni. È un passaggio fondamentale per la buona riuscita del profumo.

Le sue collezioni si inseriscono nella profumeria selettiva?

Profumeria selettiva ormai è un termine commerciale. I miei profumi si inseriscono nelle produzioni artigianali e di nicchia. Sono creati con i procedimenti che si usavano dal 1770 in poi per i profumi usati dai signori dell’alta borghesia ma li ho resi più frizzanti e colorati.

Per questo anche nel packaging non uso oro, argento o linee classiche. Il lusso nel mondo dei profumi non è nell’utilizzo nei materiali intesi come un tempo ma nell’impiego di materie prime di altissimo livello.

Per ora il mercato mi ha dato ragione con il successo sia negli Stati Uniti che in Italia.

Quando uscirà la prossima linea?

Margherita è uscita negli Stati Uniti sei anni fa, seguita quattro anni fa dall’intera linea dei cinque fiori. In Italia i profumi sono presenti da un anno e mezzo in punti vendita che scelgo personalmente in base al loro stile e alla preparazione del personale.

Usciranno a Pasqua negli Stati Uniti e a giugno in Italia, sette essenze dedicate al teatro che avranno un’impronta diversa. Sipario ad esempio è un’essenza gourmand alla piña colada, creata con l’olio essenziale di rum.

Gioielli, pittura, profumi: sono modi che interagiscono nella creazione delle essenze?

Nella nuova collezione c’è un’interazione completa. Il profumo esprime la mia anima interiore. L’animo è reso attivo dal teatro e si concretizza nel profumo. Già in questa fase penso al packaging, che non riesco a creare secondo le esigenze del marketing. Per questo motivo non riesco neanche a creare profumi personalizzati.

È influenzata dal mondo della moda?

No non lo tengo presente, voglio creare quello che mi piace. Mi hanno detto che Sipario è un profumo di tendenza ma non era mia intenzione fare qualcosa alla moda. Volevo emulare le emozioni che provavo nel gustare una fresca pina colada preparata al momento sulle spiaggie dei Caraibi dopo una lunga nuotata.

Qual è la sua idea del lusso?

Mi voglio trattare bene. Amo la qualità della vita. Il lusso è potersi concedere ciò che piace. Mi piacciono le cose belle e buone, non dal punto di vista dell’esteriorità ma dell’estetica. Non amo la classicità ma neppure le cose pacchiane: ci deve essere buon senso e discrezione, osare usando accessori vistosi ma sempre con classe.

Caterina Varpi

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Written by Redazione

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