Intervista a Giorgio Dalla Pietà

Parla l’AD e guida creativa del cantiere

Lo yacht è uno degli oggetti del desiderio che, con la sua esclusività ed eleganza, meglio simboleggiano il mondo del lusso e del made in Italy.
Dai dati di andamento del settore per il 2007, presentati a maggio alla Convention Satec 2008 da Ucina, emerge una crescita compresa tra il 12 e il 14% (2,9 miliardi di euro era il valore 2006), con oltre il 50 % della produzione esportata all’estero, soprattutto in Europa. Notevole la crescita per il comparto dei superyacht, in cui il 46% dei produttori mondiali si trova in Italia.

Il successo della nautica italiana è dovuto a cantieri che coniugano l’amore per la tradizione alle ultime frontiere della tecnologia, alla cura dei dettagli e all’eleganza.

Uno di questi è Dalla Pietà Yachts, che coniuga la sua anima tradizionale, attenta ai materiali più pregiati, alla lavorazione artigianale e a scelte stilistiche che pongono la vita di bordo in primo piano, con un approccio innovativo, concentrato nella ricerca delle migliori performance e nell’utilizzo di tecnologie e infrastrutture d’avanguardia. In ogni yacht, l’estetica sposa la funzionalità e i metodi di lavoro permettono la massima personalizzazione.

Luxgallery ha chiesto a Giorgio Dalla Pietà, amministratore delegato e guida creativa del cantiere, di parlarci della sua esperienza.

Quando e come è nata la vostra azienda?
È nata nel 1951. A fondarla fu mio padre, nel centro storico di Venezia. In seguito abbiamo cambiato diverse sedi fino ad arrivare a Fusina.

Cosa ha distinto la vostra azienda nel tempo?
Dalla Pietà è un marchio legato alla qualità, alla sicurezza, alla cura dei particolari, alla personalizzazione del prodotto. Le imbarcazioni vengono create e poi abbellite con lavorazioni artigianali. Molta attenzione si pone anche all’uso dei materiali, al design, allo stile e alla sobrietà.

Qual è lo spirito con cui affrontate un  nuovo progetto di imbarcazione?
Guardiamo al range in costruzione e vediamo cosa richiede il mercato e cosa richiede il cantiere. Ad esempio, vedendo che il mercato va verso imbarcazioni sempre più grandi e guardando alla nostra flotta, è nato il DP 70’.
Non meno rilevante è il contatto con la clientela: le richieste degli armatori sono un’importante fonte di ispirazione. Una parte fondamentale, poi, la svolgono la passione e l’esperienza. Questo garantisce la qualità e l’attenzione a circondare l’armatore di ciò che può desiderare. Non c’è l’estremizzazione funzionale né quella verso il design.

Cosa non deve mancare su uno yacht?
Non possono mancare le qualità citate prima, che sono i nostri punti di forza, e i plus che richiede la clientela: l’intrattenimento, l’elettronica di bordo, l’uso di materiali speciali come la madreperla, i mosaici o diversi tipi di tessuti.

Come le hanno trasmesso la passione per le barche?
La passione viene trasmessa ma deve anche nascere dentro. Ho cominciato fin da piccolo vivendo in cantiere, poi seguivo le gare a cui partecipano le barche Dalla Pietà e ho proseguito con una formazione che mi ha portato a essere amministratore delegato e guida creativa dell’azienda.

Qual è la sua definizione di Lusso?
È tutto ciò che potrebbe non servire ma che dobbiamo avere. A bordo di una barca è l’eleganza, i materiali ricchi, importanti, ma messi con lo stile che ci contraddistingue, con raffinatezza ed esclusività.

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Written by Redazione

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