I primi 80 anni di BMW

Dalla “Dixi” a oggi, storia di un mito
La storia di BMW come casa automobilistica nasce il 9 luglio 1929.
Quel giorno la maison bavarese presentò al pubblico, in uno showroom di Berlino, la 3/15 PS DA 2  più conosciuta come “Dixi”, una piccola berlina a 4 posti, molto simile all’inglese Austin Seven, che convinse subito i tecnici a proseguire la diversificazione del brand: aerei, motociclette e anche automobili.
Modernità è stata fin dalle origini la parola chiave per le vetture BMW.
La Dixi, ad esempio, vantava una nuova carrozzeria completamente in acciaio e vinse il Rally Internazionale delle Alpi alla prima partecipazione nel 1929, unendo economia di esercizio, efficienza e ottime dinamiche di guida.

Grande attenzione anche verso la tecnologia e lo sviluppo tanto che già nel 1938 arrivò il primo brevetto per la gestione variabile dell’albero a camme, antesignano dell’attuale doppio VANOS presente nei propulsori a benzina. Nel 1940, la BMW fu tra i primi costruttori d’auto ad utilizzare le leghe leggere sulla 328 Kamm Racing, mentre il 1968 segna il ritorno della Casa bavarese allo sviluppo di propulsori a sei cilindri che debuttarono sotto il cofano delle BMW 2500 e 2800.

Nel 1972 leggerezza e sofisticata aerodinamicità portarono all’ottimizzazione delle caratteristiche dinamiche sulla BMW 3.0 CSL.
Amanti della competizione tanti furono i trofei vinti negli anni dalle macchine BMW come i Campionati Europei Turismo che videro sempre vincere le cupè tedesche tra il 1973 ed il 1979, ad eccezione di un solo anno.
Il primo passo verso lo sviluppo della propulsione elettrica arriva  in occasione delle Olimpiadi di Monaco del 1972 quando BMW fornì al comitato una piccola flotta di berline 1602 color arancione, dotate di motori elettrici azionati da batterie.
La fine degli anni ’70 rappresentò una nuova svolta con la M1, supercar caratterizzata da tecnologia a quattro valvole che stabilì un nuovo parametro nell’ottimizzazione del processo di riempimento dei cilindri, e la 732i che segno il debutto del primo sistema elettronico digitale di gestione del motore.
È di BMW anche il primo indicatore dei consumi elettronico. Venne infatti testato e implementato nel 1981 sulla BMW Serie 5, Pochi mesi dopo venne presentata la 524td la prima auto a diesel, equipaggiata con un propulsore 2.4 a sei cilindri che univa i vantaggi della tecnologia diesel con prestazioni dinamiche stabilendo così nuovi standard per l’epoca.

Con gli inizi degli anni ’80 cominciarono, anche, i primi studi per lo sviluppo di auto a idrogeno che portarono nel 1984 a realizzare la BMW 745i Hydrogen e iniziarono la tradizione ambientalista portata avanti della Serie 7.
Negli ultimi anni Ottanta, BMW sviluppò due auto sportive all’avanguardia in termini di innovazione e tecnologia. Parliamo della Z1, una roadster caratterizzata da un peso molto limitato e della BMW 850i Coupé che presentava un coefficiente di resistenza all’aria di appena 0,29.
Gli anni ’90 segnano un’ulteriore passo avanti tecnologico. BMW riprende il concetto di auto elettrica fino alla introduzione come novità a livello mondiale della gestione delle valvole continuamente variabile VANOS migliorando così potenza e coppia, ma anche economia e gestione delle emissioni. Questa tecnologià subì negli anni continui miglioramenti fino alla versione introdotta nel 2001 con la gestione delle valvole completamente variabile VALVETRONIC in grado di gestire il motore senza una farfalla, caratteristica esclusiva presente ancora oggi.

Con la BMW Serie 5 del ’95 si ridusse il peso del veicolo completo di circa il 30 percento, mentre con la 316g e la 518g, si introdussero nel mercato le prime auto europee con alimentazione a gas naturale.
Tra le ultime innovazioni di BMW troviamo l’EfficientDynamics un connubio di tecnologie capace di aiutare nella gestione efficace e efficiente della vettura potenziandone le prestazioni e diminuendone i consumi.

Avatar

Scritto da Francesca

Lascia un commento

Il lusso di Cortina d’Ampezzo

H2Opera, tra arte e sport