Hydroptère, volare sull’acqua

Alain Thébault, skipper della barca più veloce al mondo

Si chiama Hydroptère ed è la barca a vela più veloce al mondo. Non a caso il suo nome deriva dalle parole greche hydor, acqua, e ptéron, ala, perché l’aliscafo trimarano Hydroptère vola letteralmente sull’acqua, tanto da aver stabilito, nel novembre 2009, il record di velocità di 50.17 nodi (92,91 km/h) oltre un miglio nautico: una performance che equivale, grosso modo, allo sfondamento della barriera del suono per un aereo.

Il paragone con i velivoli non è peregrino, dato che l’Hydroptère – che misura 60 piedi, con un albero di 28 metri e due galleggianti laterali collegati allo scafo centrale da una trave in carbonio di 24 metri – è uscito dagli stabilimenti di Airbus a Nantes. Al timone dello scafo ultratecnologico c’è Alain Thébault, designer e skipper di questa Formula 1 dei mari; al suo fianco due partner di eccezione, la manifattura orologiera Audemars Piguet e i private bankers Lombard Odier Darier Hentsch & Cie. Proprio Alain Thébault ha raccontato a Luxgallery la genesi del progetto e il suo rapporto con il mare, fatto di velocità, di sfide e… di cielo.

Quando e perché è nato il progetto Hydroptère?
In 100 anni, siamo andati in cielo passando dal dirigibile agli aeroplani, dal tema del volume al principio di Archimede sul galleggiamento dei corpi sviluppato da un’ala grazie alla velocità. Oggi la stessa evoluzione viene osservata in acqua. Barche a vela galleggiano sul mare, l’Hydroptère vola sulle sue ali. Ho lavorato su questo progetto per più di 25 anni.

Qual è la velocità massima che si può raggiungere, considerando le tecnologie attuali?
I nostri due record mondiali di velocità sono molto vicini ai limiti attuali di questo trimarano: 51,36 nodi oltre i 500 metri con un picco di più di 55 nodi (102 km/h) e 50,17 nodi oltre un miglio nautico.

Qual è la prossima sfida per l’Hydroptère?
La prossima sfida con l’attuale imbarcazione è di navigare in mare aperto puntando al record nel Pacifico nel 2011. In Svizzera stiamo per lanciare una barca di laboratorio, l’Hydroptère.ch. Questo prototipo è un modello dell’Hydroptère maxi. Quest’ultimo avrà una lunghezza e una portata di 30 metri e sarà progettato per realizzare la sfida ultima di navigare il mondo in 40 giorni entro 3 anni.

Che cosa significa velocità per Alain Thébault?
La velocità unisce le persone.

Che cosa è la vela per lei?
La vela è una miscela di magia e poesia. Le possibilità di lasciare un tripla scia e di tagliare la superficie dell’oceano mi hanno sempre interessato e affascinato. Questa è una terra di libertà.

Si considera uno skipper, un ingegnere o un pioniere?
Ho trascorso l’infanzia lontano dai miei genitori, nella mansarda di un collegio. Guardavo le nuvole che passavano da una finestra e questa visione mi portava l’ossigeno di cui avevo bisogno. Ora, 30 anni più tardi, l’unico ricordo di quel periodo è una foto incorniciata nel cielo. Ho ereditato una delle opere di Magritte. Il contorno della finestra rimarrà impresso nella mia memoria per sempre, ma dentro e attorno a questo, ora, vivo in un blu azzurro.

Crede che la vela sia uno sport d’élite oppure no?
La vela è praticata su uno spazio libero, quindi ognuno ha libero accesso. Lasciare una scia con un optimist, un windsurf, uno yacht o una barca a vela che può volare mostra solo uno status sociale o una conquista. Ma è soprattutto una passione ed è condivisa da tutti i velisti.

Hydroptère e Audemars Piguet : i valori di questa partnership.
Questa grande avventura umana e tecnologica è supportata da due firme prestigiose che consolidano le nostre radici. Il sostegno di Audemars Piguet a fianco alla Banca privata Lombard Odier mi commuove profondamente. Questo solido supporto è una grande spinta motivazionale per me e per il team. Nello spirito di una famiglia umile, la nostra ambizione è ora di spiegare le nostre ali verso il mare aperto, insieme e in tutto il mondo.

Davide Passoni

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Written by Francesca

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