Gli italiani temono la guerra nucleare, la folle corsa all’acquisto di bunker

Gli italiani scalpitano per avere informazioni più dettagliate possibili sulla possibilità di poter avere un bunker nel proprio giardino. Ma l’acquisto non è così immediato, è una questione seria.

Il sogno di molte persone spesso è quello di un bellissimo attico, magari vista mare. Ma in tempi di guerra il cielo non è più così sicuro e quindi le prospettive cambiano radicalmente. Non più una casa con un bell’attico; gli italiani vogliono i bunker. Le aziende specializzate stanno infatti ricevendo decine e decine di richieste di informazioni per poter acquistare rifugi in questi ultimi giorni. La paura è quella di veder evolversi la guerra che sta coinvolge Russia e Ucraina in un conflitto bellico che coinvolga potenze nucleari.

La situazione nel paese in guerra è drastica e continua sempre più ad aggravarsi. Abbiamo soli pochi giorni fa assistito alla costretta fuga a piedi dall’Ucraina di Sean Penn proprio a causa della accentuarsi del conflitto. E così succede che anche gli italiani, non colpiti per ora direttamente, iniziano ad avere forte timore e muovono così i primi passi per dotarsi di un rifugio sotterraneo. Ma vediamo in cosa consiste l’acquisto di un bunker, i costi ed i permessi.

Acquistare bunker in Italia

Gli italiani e la corsa all’acquisto di bunker

La paura gioca brutti scherzi, ed è proprio quello che sta succedendo in Italia con questa corsa per acquistare un bunker. Giulio Cavicchioli, imprenditore titolare di un’azienda di Mantova che da anni realizza rifugi, racconta cosa sta succedendo alla sua impresa. Il telefono non smette di squillare; “Di queste richieste, la metà arriva da gente sprovveduta e disorientata sul da farsi mentre finora solo una decina di persone si sono attivate concretamente per realizzare un bunker sotto la propria villa”, racconta l’imprenditore.

acquistare un bunker in Italia

“Sembra la corsa all’acquisto dell’iPhone, invece un rifugio protetto è una costruzione che va ragionata, per via di tante interferenze che possono esserci. Innanzitutto serve l’autorizzazione del Comune, poi devono essere rispettati alcuni importanti parametri”. Ebbene, decidere di acquistare un bunker è una questione seria, non un capriccio come potrebbe essere quello di una piscina. La questione è ben più importante e non è un affare cosi immediato da compiersi. Come si può quindi acquistare un bunker in Italia? Vediamo costi e modalità per il tanto desiderato rifugio sottoterra.

Ma qual’è la cifra da investire? Come funziona un riparo antiatomico?

Possiamo quindi dire che lo scoppio del conflitto in Ucraina ha fatto scattare un impulso emotivo  sfociato in una, quasi bizzarra, corsa all’acquisto. E gli italiani scalpitano per avere informazioni più dettagliate possibili sulla possibilità di poter avere un bunker nel proprio giardino. I tanto richiesti ripari blindati e sotterranei variano dai 50 e 90mila euro, considerando che al metro quadro la spesa è di 2 o 3 mila euro e la grandezza media di un bunker oscilla tra i 30 e i 40 metri quadrati di grandezza.

acquisto di un bunker in italia

L’arredo di un rifugio sotterraneo deve essere il più minimalista possibile. È sufficiente munirsi di brandine, una radio per comunicare con l’esterno ed elettrodomestici per cucinare. Dal punto di vista tecnico, invece, il rifugio viene  realizzato a un metro e mezzo di profondità rispetto al piano campagna. Si può definire una costruzione molto simile a un garage o ad una cantina. L’autorizzazione per poter costruire un bunker deve darla il Comune ed è inutile dirlo che una simile soluzione si adatta maggiormente a una casa di campagna. L’Italia quindi si appresta a voler acquistare un bunker, ma non è esattamente così semplice.

Ma non è tutto così semplice

Dunque, non è tutto così semplice ed immediato come sembra. “Per sopravvivere ci vuole aria, con i relativi sistemi di trattamento, servono poi servizi igienici  e una struttura che resista alla spinta laterale in caso di esplosione” spiega Cavicchioli. Ed ovviamente servono scorte dei viveri, considerando che un bunker non è dotato di acqua corrente, o meglio: “Per avere l’acqua corrente il conto sale in maniera esorbitante. Il motivo è presto detto. L’acqua del rubinetto, per sgorgare, genera un flusso d’aria dall’esterno. Ma se l’aria è inquinata dagli agenti chimici delle bombe, non può essere introdotta nel bunker.” 

A questo punto servirebbe quindi un costosissimo filtro, che ammonterebbe non indifferente la cifra d’acquisto. Inoltre, per facilitare e velocizzare i tempi di costruzione dovrebbe già esserci sul posto uno scavo e le autorizzazioni necessarie. Altrimenti i tempi si allungano e non di poco. Cavicchioli, l’imprenditore dell’azienda che sta avendo il boom di richieste fa un’importante riflessione: «Nonostante sia il mio lavoro, di richieste catastrofiche spero di realizzarne il meno possibile, del resto se entri lì dentro è perché fuori c’è la morte».

 

Written by chiaraprossimo

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