Giorgio Armani collezioni: le più belle degli ultimi anni

Il Re del mondo della moda italiana e tutti i suoi capolavori di prêt-à-porter che abbiamo visto sfilare sulle passerelle della Milano Fashion Week

“L’eleganza non è farsi notare, ma farsi ricordare” Giorgio Armani

Giorgio Armani rappresenta la rivoluzione della moda in Italia. Tutto ebbe inizio nel 1975, quando insieme a Sergio Galeotti fondò appunto il suo marchio. Nei primi anni ’60 divenne assistente di Cerruti per la nuova linea di moda uomo Hitman che Armani disegnò fino al 1970, fu poi l’influenza di Sergio Galeotti a spingerlo nel progetto di una propria linea di moda. Fin da subito sulla passerella di Armani comparvero alcuni elementi chiave della sua moda che segnarono un vero e proprio cambiamento…

1980

Tra le collezioni rivoluzionare di Giorgio Armani non possiamo che ricordare quelle degli anni ’80. Il successo internazionale di Giorgio Armani non tardò ad arrivare già nel 1978 quando, Diane Keaton ritirò l’Oscar per “Io e Annie”, la donna viene vestita con un nuovo concetto di tailleur a pantalone o una dissacrante visione dell’abito da sera accostato inusualmente a scarpe dal tacco basso o addirittura a scarpe da ginnastica. Lo stilista porta sulle passerelle dell’alta moda il concetto di “androgino”: persona che presenta caratteristiche fisiche e comportamentali proprie di entrambi i sessi.

1990

Nel frattempo, Armani continuò a crescere, iniziando la sua espansione nel 198, quando intuì la necessità di creare delle collezioni meno costose, così aprì il marchio Emporio Armani con il celebre aquilotto come logo e la linea denim Armani Jeans. Nel 1991 fu la volta della linea fast fashion Armani Exchange. La moda Armani del 1990 era diversa da quella del 1980, le gonne era diventate più strette e le giacche sempre più larghe e scollate, per dare un tocco di femminilità in più senza cadere però nella volgarità. Essenziale sia nei colori che nelle linee, le passerelle incantavano il pubblico dell’epoca anche grazie a top model dal calibro di: Jenny Shimizu, Tyra Banks, Stephanie Seymour, Cindy Crawford, Linda Evangelista, Christy Turlington, Naomi Campbell, Caudia Schiffer, Tatjana Patitz e Helena Christensen.

2000

Nel 2000 Giorgio Armani presenta: Armani Collezioni e Armani Casa e nel 2004 EA7 la linea d’abbigliamento sportivo che fu ispirata dall’allora calciatore del Milano Shevchenko. Le collezioni di quel periodo erano un modo per differenziarsi e rendere il genio di Armani accessibile a tutti, adattandolo a necessità diverse. È di pochi anni fa lo sbarco nel mondo delle strutture ricettive, con due hotel di lusso a Dubai e a Milano totalmente Armani style, capaci di dimostrare la bravura di Giorgio per cui ogni mossa si tramuta in successo. Nel 2000 inoltre, il museo Solomon R. Guggenheim di New York gli dedicò una mostra celebrativa dei suoi primi 25 anni di attività raccogliendo 500 vestiti : dai tailleur con le giacche destrutturate degli anni ’70 agli abiti delle donne in carriera degli anni ’80, i neri, i grigi, una sezione dedicata ai fiori e alcuni look scolpiti nella memoria collettiva perchè indossati in alcuni tra i più celebri film di Hollywood.

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2010

Giorgio Armani torna ad ispirarsi alle sue prime collezioni, nel 2010/2011, un mix di stile anni ’80 e anni ’40, collezioni composte da minigonne a portafoglio, indossate sotto cappotti e giacche asimmetriche. Grafismi bianco e nero o tinta unita. Molti tailleur nero totale, accanto a completi top più gonna di chiffon colorato o stampato semitrasparenti e infine abiti monospalla ricchi di applicazioni e ricami.

2019/2020

“La legge del lusso non è aggiungere, ma togliere” Giorgio Armani

Giorgio Armani rimane legato alle linee semplici, ai colori neutri ma senza dimenticare quel particolare estroso che lo rendono, tutt’oggi,il Re della moda italiana. Nelle ultime collezioni, non possiamo fare a meno di notare come lo stilista si sia avvicinato alle nuove generazioni, un mix di stili che rende il marchio sempre più vivo.

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Written by chiaradinunzio

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