Futuristicherie a Trieste

Mostra dedicata a Giorgio Carmelich
Chi si trova di passaggio a Trieste in queste vacanze di Natale o fino al 5 aprile 2010, può visitare la mostra “Giorgio Carmelich. Futuristicherie. Viaggi d’arte fra Trieste, Roma e Praga” presso il Civico Museo Revoltella – Galleria d’arte moderna.

La celebrazione di Giorgio Carmelich (1907-1929), genio prematuramente scomparso all’età di ventidue anni, si situa a cavallo tra il 2009, anno del centenario del manifesto futurista di Marinetti, e il 2010, anno in cui, il 12 gennaio, si festeggerà il centenario dalla prima e memorabile serata futurista al Politeama Rossetti di Trieste.

L’avventura dell’artista parte, infatti, dall’iniziale infatuazione per il Futurismo, per poi attraversare le suggestioni provenienti dall’Avanguardia non solo italiana ma anche europea.

La vita, l’opera e i gusti di Carmelich possono essere tracciati attraverso le sue fresche lettere, indirizzate all’amico e sodale Emilio Mario Dolfi e spesso ornate da spiritosi disegni, che costituiscono il Leitmotiv della mostra. Accanto a queste, più di centotrenta sono le opere presentate nell’esposizione triestina, tra dipinti, collages, disegni, incisioni, periodici e monografie, tra cui le “edizioni” manoscritte o dattiloscritte de “La bottega di Epeo“, le creazioni più sorprendenti della coppia Carmelich-Dolfi. Da “Il sindaco di Cork e il cane inglese”, preziosa edizione manoscritta e decorata a mano del 1920, a due plaquettes del 1923 di Dolfi con illustrazioni di Carmelich: “Ridolini e altri corridori”, celebrante il mito inebriante della velocità futurista, e “Il parco delle attrazioni”.

Tra le numerose pubblicazioni periodiche futuriste spiccano in mostra “Epeo”, la rivista dattiloscritta e illustrata a mano, realizzata da Carmelich e Dolfi e uscita tra il 1922 e il 1923 in pochissimi esemplari, e “L’Aurora” (1923-1924), organo del futurismo giuliano, cui Carmelich partecipò con contributi critici e splendide incisioni.

Per quanto riguarda la produzione figurativa di Carmelich si va dai disegni a matite colorate o a china del 1923, ai collages del 1924, passando attraverso la parentesi costruttivista, culminata nella realizzazione, assieme a Avgust Cernigoj, Edvard Stepancic e Giuseppe Vlah, della Sala costruttivista, allestita nel 1927 all’interno della I Esposizione del sindacato delle belle arti di Trieste, sino all’ultima fase, quella magica e chagalliana dell’ultimo periodo praghese.

Per contestualizzare l’opera di Carmelich all’interno di un più vasto panorama artistico, saranno esposte inoltre opere di Fortunato Depero e di Enrico Prampolini, mentre una sezione speciale sarà dedicata ad altri futuristi giuliani, Sofronio Pocarini, Bruno Cossar e Luigi Spazzapan (che lo fu per un periodo brevissimo ma intenso) e ai seguaci del costruttivismo, Avgust Cernigoj ed Edvard Stepancic.

L’allestimento della mostra, corredato da diversi interventi multimediali, mira a creare un ambiente di forte impatto, che permetta al visitatore di immergersi completamente nel linguaggio delle avanguardie degli anni Venti, in cui Carmelich visse, in un lampo, la sua breve parabola esistenziale ed artistica.

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Written by Redazione

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