Fondazione Prada, mostra a Venezia

The Small Utopia. Ars Multiplicata

Se la banca Credit Suisse ha stretto una partnership con il Museo Poldi Pezzoli di Milano, ora è il mondo della moda a scendere in campo per l’arte.

Fondazione Prada ha inaugurato il 5 luglio una mostra prestigiosa che ci accompagnerà per tutta l’estate 2012 e terminerà in autunno.

The Small Utopia. Ars Multiplicata, a cura di Germano Celant, è in scena dal 6 luglio fino al 25 novembre nella sede di Ca’ Corner della Regina a Venezia.

Il titolo fa riferimento al desiderio, nato all’inizio del Novecento e proseguito fino agli anni Settanta, di ampliare la diffusione dell’arte nella società, attraverso la moltiplicazione dell’oggetto. Da elitaria l’arte si fa sempre più democratica nella modernità.

Cavallo di battaglia della Pop Art, il concetto di ars multiplicata è stato affrontato anche da altri movimenti artisitici del 900, dal Futurismo italiano al Costruttivismo russo e al Bauhaus, dal Neoplasticismo al Surrealismo, dai Nouveaux Réalistes alla Optical Art.

Ca’ Corner della Regina a Venezia

Fondazione Prada ha fatto affidamento, nell’allestimento della mostra, alla preziosa collaborazione di musei internazionali: al Museum of Modern Art di New York è affidata la cura e la documentazione di Fluxus con opere provenienti dalla Gilbert and Lila Silverman Fluxus Collection donate al Museo nel 2008, mentre alla collaborazione con il Research Center for Artist’s Publications del Museo Weserburg di Brema e alla sua direttrice AnneThurmann-Jajes, si deve la sezione dedicata ai libri e alle riviste d’artista.

Interpellati anche curatori specialisti come Antonio Somaini e Marie Rebecchi per quanto riguarda due sale dedicate alla storia del cinema sperimentale e alle incursioni degli artisti nei campi della performance vocale, del suono registrato e della radio, mentre alla competenza di Guy Schraenen si deve l’accurata sezione interamente dedicata ai dischi in vinile dal 1959 al 1975.

Nelle sale del palazzo di proprietà di Miuccia Prada troverete oltre 600 lavori, ecco cosa non lasciarvi sfuggire: servizi da caffè di Balla, panciotti di tessuto firmato Depero, lattine per sardine di Arman, scatole della Merda d’Artista di Piero Manzoni, pipa soffia-bolle di Man Ray dal titolo “Ce qui manque à nous tous” e c’è il Fluxshop, il cubo-negozio di Yoko Ono.

Il Canal Grande è pronto a treghettarvi nell’arte del Novecento internazionale.

Germano Celant, Patrizio Bertelli, Miuccia Prada,Giorgio Orsoni

http://fondazioneprada.org

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Written by Chiara

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