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Diletta Tonatto, la ragazza che “profuma” l’identità digitale

Ogni volta che usiamo lo smartphone o accediamo al web, riveliamo qualcosa di noi. Ma avete mai immaginato che la vostra identità digitale possa trasformarsi in un profumo? Può capitare che l’immagine di noi restituita dalla rete corrisponda a chi siamo realmente, può capitare che sia differente da quanto ci saremmo aspettati oppure esattamente la finzione costruita ad arte che abbiamo voluto mettere in scena online. Qualunque essa sia, vi stupirà sapere che l’identità digitale di ciascuno di noi può trasformarsi in un profumo, unico e personalissimo. E chi ancora pensa che il web sia intangibile si prepari a cambiare idea.

La fragranza di un’identità digitale che profumo ha? Unico

Si sente spesso parlare di nasi che creano profumi incontrando i propri clienti, aiutandoli ad aprirsi per scoprire quale essenza possa descriverli meglio. Ma è la prima volta che il profumo artigianale prende forma estraendo l’essenza digitale di una persona.

L’idea è di Diletta Tonatto, direttrice creativa della storica Maison Tonatto, 31 anni, una vita tra i profumi, un Dottorato in Sociologia dell’Olfatto e un approccio filo-sociologico dell’arte profumiera che è la cifra distintiva del suo lavoro. Nella mani di Diletta le essenze si trasformano in narrazioni olfattive fatte di simbolismi, richiami, memorie. Ogni profumo è un racconto, una storia, la carta d’identità olfattiva di una persona… o della sua “versione” digitale.

“Me, My Scent” è anche un’opera d’arte

Materializzare ciò che materico non è, scoprirne perfino il profumo. Un provocatorio esercizio di riappropriazione dell’identità che apre tanti interrogativi: qual è il confine tra pubblico e privato? Quanto possiamo riconoscerci nella nostra identità digitale? Può un’intelligenza artificiale scoprire tutto di noi? Sfruttando il potere spesso poco conosciuto dell’olfatto, Diletta Tonatto apre una finestra sul futuro, sulle sue possibili evoluzioni e sul significato di identità nell’era del web.

La prima fragranza di un’identità digitale creata da Diletta è parte di un’opera d’arte. Realizzata dall’artista Michele Tiberio, “Me, My Scent” è l’opera scultorea premiata ieri, 23 gennaio 2019, presso la Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma, tra i vincitori del concorso Re:Humanism, il primo premio dedicato al rapporto tra Arte e Intelligenza Artificiale organizzato da Alan Advantage, azienda attiva nel campo dell’IT con sede a Boston e a Roma.

Michele Tiberio e Diletta Tonatto

“Me, My Scent” è un volume, un libro di oltre 1500 pagine posto su un leggio che raccoglie e mette nero su bianco letteralmente tutto ciò che esiste online del suo autore: foto, messaggi privati, like, pagine visitate… Tutti i dati di Facebook, Instagram, Google, Linkedin: il ritratto ingombrate e materico di chi è Michele Tiberio per la rete. Non solo: dal libro si leva un profumo, unico, irripetibile, quello composto da Diletta Tonatto grazie ad un algoritmo in grado di analizzare i dati che compongono un’identità digitale fino ad ottenere un profilo preciso e univoco al quale poter abbinare le essenze.

Diletta Tonatto

Chi è Diletta Tonatto

C’è naso e naso e poi c’è Diletta Tonatto. Lei ha 31 anni, è nata in mezzo ai profumi ma ha studiato per cambiare l’approccio “classico” al mondo della profumeria che conosce da sempre. E oggi, con mano ferma e idee chiare, dirige la Maison Tonatto, una delle firme più esclusive della profumeria artistica italiana nel mondo.
Secondo Diletta “una fragranza ben costruita parla di chi la indossa, sa essere ancoraggio emotivo di benessere, antidoto allo stress e alla frenesia del quotidiano”.
Da un intuito innato, perfezionato con il Dottorato in Sociologia dell’Olfatto frequentato presso lo University College Cork in Irlanda, nasce una visione filo-sociologica dell’arte profumiera che è la cifra distintiva del lavoro della giovane AD e creativa. Un modo inedito di concepire la profumeria che la allontana dall’universo puramente edonistico degli accessori di moda per accostarla a quello dell’arte, del design.
«Vivo il profumo come esperienza liminale, un di mezzo tra passato, presente e futuro – afferma Diletta – Questa magia della reminiscenza olfattiva ed il suo potere trascendentale guidano la creazione delle fragranze».