Contro la cellulite il freddo

La crioscultura è una tecnica dolce che elimina la buccia d’aranciaPer chi sta per partire per i primi soggiorni in barca o al mare e non ha affrontato per tempo il problema della buccia d’arancia, può combattere la cellulite all’ultimo minuto grazie alla crioelettroforesi o crioscultura.
Grazie all’utilizzo della metodologia elettrica abbinata alle basse temperature, la tecnica prepara alla prova costume due settimane prima del mare.

Bastano, generalmente, cinque trattamenti per far scomparire il grasso che si è accumulato sotto la cute e la pelle a buccia d’arancia.

«La macchina, senza provocare alcun dolore, permette di curare la cellulite e altre patologie utilizzando principi medicamentosi che vengono fatti passare al di là dell’epidermide attraverso il freddo: in questo modo vengono eliminati tutti quegli sgradevoli effetti collaterali che invece sono comuni ad altre tecniche», spiega la dottoressa Sofia Zafiropoulou, esperta in Medicina laser e direttore scientifico del Centro Medico Turati di Milano. «Con la crioelettroforesi non c’è il rischio di infezioni della pelle. Inoltre, contrariamente a quanto può accadere, per esempio, con la mesoterapia, non si hanno ematomi nella zona trattata né eritemi prolungati, né tantomeno segni permanenti». Ma c’è un altro aspetto positivo da tenere in considerazione: «Si rassoda l’epidermide, evitando pericolosi cedimenti là dove sia va a sciogliere il grasso accumulato». Diversamente da altre metodologie, la crioscultura ha dimostrato la sua efficacia anche nei confronti della cellulite di vecchia data. «Già al termine prima seduta si può osservare una riduzione di un centimetro e mezzo o più della circonferenza della coscia -continua la dottoressa- In genere sono necessarie dalle 3 alle 8 sedute per ottenere il miglioramento massimo».

Si massaggia in modo energico la zona interessata con dei cilindri di ghiaccio che contengono delle sostante medicamentose. Le soluzioni farmacologiche utilizzate vengono stabilite di volta in volta a seconda dello stadio e del tipo di cellulite, e contengono generalmente sostanze di origine naturale come limogene e caffeina, associate a furosemide. «Limogene e caffeina agiscono sulla mobilizzazione e sul metabolismo dei grassi catturando gli adipociti, mentre la furosemide favorisce l’eliminazione dell’eccesso di liquidi che ristagna tra le cellule di grasso», continua Zafiropoulou. «Con questa tecnica si interviene ad una profondità ritenuta terapeuticamente efficace: questo è importante perché molti trattamenti localizzati sono ostacolati dalla cellulite stessa che rende la pelle spessa e poco permeabile. Data l’assenza di effetti collaterali, questo trattamento può essere eseguito anche all’ultimo minuto».

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Written by Redazione

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