A tu per tu con lo chef Raffaele Lenzi – Intervista

Raffaele Lenzi è executive chef del ristorante Berton al Lago, una Stella Michelin all’interno dell’hotel Il Sereno, 5 Stelle L a Torno, sul Lago di Como

Raffaele Lenzi è executive chef, dal 2016, del ristorante Berton al Lago, 1 Stella Michelin, all’interno dell’hotel Il Sereno, 5 Stelle L, a Torno, sul Lago di Como, disegnato dall’archistar Patricia Urquiola.

Dopo solo 2 anni, la Famiglia Contreras gli affida anche la gestione del ristorante dell’omonimo Hotel  Le Sereno St. Barth insieme a Stefano Gaiotatto, F&B Manager de Il Sereno, disegnato da Christian Liaigre e affacciato sulla privatissima baia di Grand Cul de Sac, a St. Barth, dove lo chef porta la sua cucina vegetale nel rispetto della stagionalità e del Benessere della persona.

Lo abbiamo incontrato poco prima di Natale per farci raccontare la sua storia e la sua idea di “cucina naturale e salutare”.

raffaele lenzi chef

Ciao chef, ci racconti di te? Chi è lo chef Raffaele Lenzi?

Ho fatto della passione il filo conduttore della mia vita. Passione per la cucina e per il benessere.
Sono cresciuto a Napoli, mi sono formato condividendo gioie e difficoltà di una cucina con le brigate in diversi angoli del mondo. New York, Valencia, Londra e Hong Kong sono state esperienze forti che hanno allargato i miei orizzonti come uomo e come chef. Oggi mi piace immaginare i miei piatti come il risultato del mio percorso di vita e considerare ogni tappa di questo viaggio come un ingrediente da cui attingere per esprimere la mia filosofia gastronomica.

Quando è nata la tua passione per la cucina? Quando hai scoperto che ti piaceva così tanto stare tra i fornelli?

L’ho scoperto che ero un ragazzino; da allora ho deciso che questa era la mia strada. Mi piaceva osservare le persone felici per il cibo che preparava mia madre e ho sempre pensato che non ci fosse soddisfazione più grande che farlo attraverso il proprio lavoro. Poterlo fare con le mie mani è fonte di benessere per me e mi piace l’idea che attraverso la mia cucina le persone possano costruire ricordi piacevoli. Scelgo con attenzione i miei ingredienti perché attraverso i miei piatti mi piace prendermi cura di chi mi dedica il suo tempo.

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Come definisci la tua cucina?

La mia è una cucina sana, in armonia con il corpo. Una cucina che rispetta la terra. Una cucina che interpreto come fonte di benessere per il palato e per la mente. Ricca di vegetali e che permette l’incontro tra culture diverse, preservando quei tratti distintivi che hanno reso la cucina italiana famosa in tutto il mondo. Mi piace la cura del dettaglio, apprezzo l’armonia tra gli elementi che portano al risultato finale. Ho profondo rispetto per la natura, disciplina nei processi operativi e rigore nella qualità dei prodotti. Tutto ciò ha l’obiettivo di coccolare il cliente e regalare una esperienza gastronomica e un ricordo chiaro ed emozionante in chi sceglie di conoscermi.

Come nascono i tuoi piatti?

I miei piatti traggono ispirazione da viaggi di piacere in giro per il mondo ma soprattutto dalla mia dedizione a una sana alimentazione; da qualche anno collabora con una nutrizionista che oltre a seguirmi personalmente mi supporta nella scelta degli alimenti, con caratteristiche specifiche, da utilizzare nei miei piatti. A ciò si affianca una smisurata passione per il gusto asiatico e per il mondo dei vegetali.

Chef, ci descrivi con quattro aggettivi la tua cucina?

Mmm, non è così semplice semplificare in quattro aggettivi.
Ci provo, direi una cucina intraprendente, appassionata, esperienziale e delicata…
Sì, questi aggettivi raccontano bene la mia cucina!

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