Catwalk, cosa significa? La “Camminata da gatto” che costituisce l’essenza del mondo della moda

“Camminata da gatto”, il passo seducente che siamo soliti osservare durante le Fashion Week più famose del mondo

“Catwalk 1995”

“Catwalk 1995” era l’omonimo titolo di uno dei documentari sul mondo della moda più celebri di sempre. Protagoniste indiscusse sempre loro: le “Big Six”. Le top model per eccellenza, che ancora oggi sono considerate delle vere e proprie icone. Un film documentario, sui retroscena della scena fashion, tra passerelle e backstage. Ma anche confessioni inedite, ricche di verità e significato. Christy Turlington, Giorgio Armani, Sandra Bernhard, Carla Bruni, Naomi Campbell, Cindy Crawford, Linda Evangelista, John Galliano, Jean-Paul Gaultier, Karl Lagerfeld, Isaac Mizrahi, Kate Moss, Claudia Schiffer, Sharon Stone, Gianni Versace. Questi sono alcuni nomi, dei grandi protagonisti di “Catwalk 1995”.

Un film che consiglio vivamente a chiunque voglia conoscere meglio il fashion world, oppure farne parte, un giorno. La macchina da presa segue la top model Christy Turlington durante le sfilate per la moda di primavera a Milano, Parigi e New York. Una pellicola affascinante, girata completamente in bianco e nero. Geniale, per quel che mi riguarda. Il regista Robert Leacock, segue, quasi come se fosse “un testimone nascosto”, la vita dorata e talvolta contraddittoria, della bellissima top Christy. E del mondo che le ruota attorno, da sogno, spesso fatto solo d’apparenza e poca sostanza.

Come sarebbe la nuova “Catwalk 2019”?

L’essenza della moda, il regno della passerella. Ma, ad oggi, cosa significa “Catwalk? come sarebbe la nuova “Catwalk 2019”? La parola, indica la pedana “passerella” che le modelle usano per sfilare in mezzo al pubblico. Più alta rispetto agli spettatori, così da far ammirare gli abiti indossati più facilmente. Chiamata anche runway. A quanto sembra che l’espressione catwalk si riferisca alla camminata delle modelle, spesso sinuose ed eleganti come gatti. Incrociano i piedi esattamente come farebbe un felino. Molte agenzie di moda, per insegnare alle giovani “promesse tacco 12” come sfilare, fanno camminare anche per ore e ore, le giovani indossatrici con un libro in testa; in modo che apprendano il prima possibile la postura. Come spesso di vede nei film con protagonista l’educazione nobiliare. “Non devi camminare come se pestassi le uova” oppure “stai “sculettando” troppo”, “passo più deciso”… In breve, la camminata perfetta dovrebbe essere naturale e decisa, lo sguardo freddo e impassibile.

catwalk

Regina incontrastata, con la sua camminata inimitabile, la Venere Nera, “una pantera” come viene tuttora definita, la carismatica Naomi Campbell. Quando sfila la top model più iconica di sempre, il pubblico trattiene il respiro: una luce la illumina, non ce né per nessuna, lei è l’unica e sola “queen of the catwalk”. Cinque minuti, o forse meno, per dimostrare di essere una modella all’altezza dell’high fashion. Dietro il backstage gli stilisti e designers, talora tra i più iconici di sempre, che eseguono un ultimo “check” (controllo) prima di buttare i modelli nella “fossa dei leoni”.

Come vive un modello gli attimi prima di una “catwalk”?

Le luci sparate sul viso, quasi da non vedere nulla, nemmeno dove si stia camminando. La percezione è strana, con mille occhi puntati sulla figura dei modelli, che devono ricordarsi, in quell’istante; per filo e per segno tutti i movimenti da fare durante la celebre “camminata”. Togliersi la giacca, mettersi una mano in tasca una volta raggiunta la fine della pedana, e così via. A complicare il tutto, i fotografi a fine passerella, che scattano milioni di foto, e contribuiscono con l’apnea di cui sono vittime i modelli dall’inizio alla fine.

Una volta terminata la prima uscita, gli indossatori devono correre a tempo record, come gazzelle, per cambiarsi in vista dell’uscita successiva. “Muoviti”, “sei lento” “hai qualche secondo e devi uscire” sono le urla più comuni all’interno del backstage. La tensione è percepibile a “fior di pelle”. In quegli attimi lo stress arriva alle stelle. Ma, secondo le testimonianze alle quali ho assistito, i modelli una volta finita la sfilata, tornerebbero in scena altre mille volte più decisi di prima. Un momento adrenalinico, dagli sguardi penetranti e purtroppo caratterizzati da pochi sorrisi, dei più amati del fashion world. Backstage infiniti (talora i modelli si presentano alle prime luci dell’alba) ; ore e ore prima di entrare in scena: una distesa infinita di make-up artist, hair-stylist e altre figure professionali, che illuminano e preparano il grande “show” che andrà sul palcoscenico della passerella poco dopo.

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E’ un’esperienza unica assistere a questi eventi. Ho avuto la fortuna di parteciparvi come spettatrice. Purtroppo non sempre da protagonista, a causa delle mie forme considerate troppo “prorompenti” per l’universo “alta moda”. Oggi, le passerelle, a detta di molti, potrebbero sembrare meno affascinati e creative, rispetto allo splendore degli anni ’90. Anche rispetto ai cachet, molto più alti nell’era della Big Six. Sebbene la crisi, le Fashion Week, rappresentano tutt’oggi una fonte di spettacolo e arte “high Couture”. Che concentrano nelle città della moda, moltissimi addetti ai lavori, includendo quest’ultimi ai party più esclusivi “post sfilata” tra i più glamour e modaioli di sempre. Impossibile mancare. Alla prossima Fashion Week.

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Scritto da valentinabissoli

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