Il cashmere è da poveri (d’animo): la PETA diffonde un video sui maltrattamenti, H&M si schiera

La produzione in serie di cashmere, un tempo  considerato solo un bene di lusso, sta irrimediabilmente alimentando la distruzione ecologica, e tu da che parte stai?

La produzione in serie di cashmere, un tempo  considerato solo un bene di lusso, sta irrimediabilmente alimentando la distruzione ecologica. Inutile specificare quanto ciò renda pressoché vana la ricerca di nuove fonti in cui emulare la fibra. Molte firme del mondo della moda hanno altresì rinunciato all’innovazione, preferendo la strada conosciuta e più remunerativa. Tanti altri nomi altisonanti, invece, appartenenti all’universo del fashion, hanno considerato la propria morale in favore di una scelta etica. Ma andiamo a vedere da vicino di che si tratta.

H&M ha infatti deciso, entro la fine del 2020, di non vendere più cashmere convenzionale, finora l’unico tipo valutato e distribuito dal marchio. La scelta etica è derivata da un video, emesso e diffuso dalla PETA, People for the Ethical Treatment of Animals (clicca qui per guardarlo). Nel filmato è possibile vedere le capre maltrattate in Cina e Mongolia, i principali paesi esportatori del mondo. Mathilde Dorbessan, di Peta France, ci tiene a raccontare la verità su questa orribile parentesi così poco contemplata. «Le capre sono terrorizzate e soffrono quando il loro manto viene strappato. Poi vengono colpite con un martello e uccise con un taglio alla gola. Tutto questo per maglioni e sciarpe di cachemire».

«Peta ci ha informato dei problemi di benessere degli animali nella produzione di cashmere e siamo d’accordo con loro su come affrontare la questione»

Dichiarazione di H&M al Wall Street Journal

Olivia Palermo

HuffPost France, ad esempio, si è occupato di contattare H&M, che si è subito prodigata a fornire ulteriori dettagli sul caso. «Il cashmere è popolare per la sua consistenza morbida ed è conosciuto come materiale di alta qualità, ma presenta alcune sfide ambientali e animaliste. Continueremo a lavorare per una supply chain più trasparente, in cui il cashmere proviene da fonti sostenibili che sono certificate da standard che rispettano gli animali e gli aspetti ambientali. Se l’industria del cashmere dovesse soddisfare i nostri standard di sostenibilità in futuro, potremmo considerare nuovamente la possibilità di usare il cashmere tradizionale». Specifica H&M, che quindi non chiude definitivamente le porte a uso del cashmere.

Il vintage fatturerà più di Zara e H&M, lo dicono gli esperti

Avatar

Scritto da Erika Barone

Milano Fashion week 2020: nuovi talenti nel mondo della moda

Shay Mitchell rompe un tabù: per allattare al seno non bisogna nascondersi

Shay Mitchell rompe un tabù: per allattare al seno non bisogna nascondersi