Capolavori inediti in mostra a Udine

Chiesa di Francesco e poi  Pordenone

Dal Monte di Pietà risorge un patrimonio artistico di oltre cinquecento opere acquisite da Fondazione CRUP che ne mette in mostra una ricca selezione dal VI secolo ai giorni nostri in “Testimonianze d’arte in Friuli. Capolavori della Fondazione CRUP”, dal 10 ottobre a Udine, nella Chiesa di San Francesco e dal 5 dicembre a Pordenone nell’ex Convento di San Francesco. La rassegna raccoglie più di cento opere per lo più inedite e di diversa tipologia: dipinti antichi e moderni, sculture, incisioni, oreficerie, codici, libri miniati e monete che costituiscono un patrimonio unico finalmente esposto al pubblico.

I dipinti più antichi trattano per lo più il tema della Pietà. Spicca tra gli altri la Deposizione dipinta nel 1576 da Pomponio Amalteo, pittore di San Vito al Tagliamento, allievo e genero di Giovanni Antonio Pordenone. Di forte suggestione ed emotività sono anche la Deposizione di Palma il Giovane (ca. 1595), dall’accentuato contrasto chiaroscurale, e il Cristo deposto di Camillo Lorio (fine sec. XVII).

A queste opere, che nella quasi totalità fanno parte del patrimonio storico del Monte di Pietà, molte altre se ne sono aggiunte nel secolo scorso, per salvaguardare importanti testimonianze d’arte e a favorire e sostenere la cultura locale. A questo proposito, di grande interesse le ultimissime acquisizioni portate a termine dalla Fondazione CRUP, una scultura in legno dipinto e dorato della bottega di Domenico da Tolmezzo (fine XV secolo) raffigurante un Santo diacono, e un dipinto ad olio su tela che raffigura la soppressione del Patriarcato di Aquileia, eseguito dal pittore romano Placido Costanzi (1690-1759) su commissione del cardinal Orsini che ne volle far dono al papa Benedetto XIV.

Vanno poi ricordati, dell’Ottocento, una tempera di Giuseppe Bernardino Bison, l’ultimo dei vedutisti veneti, la scultura in marmo di Luigi Minisini intitolata La Pudicizia, che fu particolarmente ammirata all’Esposizione Universale di Parigi del 1867, il grande vaso celebrativo in argento del 1845, alto settanta centimetri e con la veduta della piazza Contarena di Udine, considerato da molti il capolavoro dell’orefice udinese Luigi Conti.

L’arte del Novecento si manifesta in numerosissime pitture e sculture, spesso dovute ai maggiori artisti friulani del secolo, da Domenico Someda a Luigi Nono, da Ernesto Mitri a Max Piccini per arrivare all’architetto–urbanista Marcello D’Olivo, il progettista della città di Lignano Pineta cui nel 1991 la CRUP ha commissionato un grande dipinto intitolato Naturzerstorung (La distruzione della natura).

Significative, da ultimo, le opere dei fratelli Basaldella, Mirko e Afro: del primo, una scultura di grande effetto, del secondo un coloratissimo arazzo del 1975, realizzazione del periodo informale dell’artista. Firmata da entrambi, una Crocifissione del 1947 in ceramica colorata. Infine il grande bozzetto in scala originale (cm. 270×580) realizzato da Mirko Basaldella per la Cancellata delle Fosse Ardeatine.

Curatori della mostra, così come del catalogo edito da Skira (Milano), sono Giuseppe Bergamini e Giancarlo Pauletto.
Testimonianze d’arte in Friuli. Capolavori della Fondazione CRUP

Udine, Chiesa di Francesco,  10 ottobre 2008 – 30 novembre 2008
Pordenone,  ex-Convento di San Francesco,  5 dicembre 2008 –  1 febbraio 2009

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Written by Redazione

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