Cannavaro fa gol con Harmont & Blaine

Parla D. Menniti

Forte della convinzione che il bassotto porti fortuna, Fabio Cannavaro ha detto sì a Domenico Menniti e torna a fare il testimonial per Harmont & Blaine. Il calciatore napoletano, difensore della Juventus, era infatti testimonial della griffe quando, nel ruolo di capitano della Nazionale, vinse nel 2006 il titolo di campione del mondo oltre che, unico difensore italiano, si aggiudicò il prestigioso Pallone d’Oro e il Fifa World Player. Secondo gli stilisti Paolo e Massimo Montefusco “Cannavaro rappresenta a tutti gli effetti ‘l’uomo Harmont & Blaine’: sportivo, elegante, con tratti inconfondibili, ma con un’anima informale, caratteristica che da sempre contraddistingue l’universo e le creazioni del bassotto“.

Ma la partnership fra Fabio e il bassotto ha anche risvolti importanti per la città di Napoli. Infatti, consapevoli delle proprie origini e delle problematicità del proprio territorio di provenienza,Harmont & Blaine e Cannavaro hanno deciso di destinare un contributo alla Fondazione CannavaroFerrara, nata nel maggio del 2005 dal volere dei due più grandi calciatori che la città di Napoli abbia mai espresso, per essere un punto di riferimento sul territorio napoletano per tutti i bambini e minori che vivono situazioni di particolare difficoltà, disagio sociale ed emarginazione. Per perseguire l’obiettivo di fornire ai ragazzi delle concrete opportunità di riscatto e di benessere, attraverso il sostegno di progetti e azioni in campo socio-sanitario, formativo e ludico-sportivo, Harmont & Blaine si è impegnata a effettuare una campagna attraverso le 27 boutique in Italia a favore della Fondazione. Nel corso dell’incontro per la presentazione del testimonial, l’amministratore delegato di Harmont & Blaine Domenico Menniti ha colto l’occasione per illustrare le strategie che caratterizzeranno il futuro del marchio del bassotto.

Nonostante il periodo di crisi, il bassotto continua a correre…
Abbiamo chiuso il 2008 con un fatturato di 40 milioni di euro che dovrebbero diventare 52 in chiusura di quest’anno. Positive anche le performance realizzate dalle attuali licenze, bimbo e calzature, per le quali sono attese vendite in crescita anche per l’anno prossimo. Le prospettive per il 2010, pur restando improntate alla massima prudenza, prevedono una serie di attività che trasformeranno la Harmont & Blaine Spa in una holding. È allo studio uno spin off delle attività retail, la creazione di una società che gestirà le attività food and beverage, una società di diritto svizzero per le attività di retail che saranno allocate nella Confederazione e la creazione della Harmont & Blaine Usa.

Lei ha accennato alle licenze e al loro successo…
Visto l’enorme successo della linea junior (prodotta da Agb, ndr) che ha registrato un fatturato nel 2008 di 6 milioni di euro con una distribuzione unicamente italiana e che prevede un incremento del 60% per l’anno in corso, durante il Pitti Bimbo di luglio abbiamo lanciato la linea bambina. Il tutto proietta i bambini del bassotto verso il traguardo del fatturato a doppia cifra, che dovrebbe essere tagliato entro il 2011, superando i 10 milioni. Una crescita quindi che non ha mai visto battute d’arresto e che ha permesso al volume d’affari dell’azienda licenziataria di passare dai circa 2,5 milioni del 2005, anno di lancio della prima collezione Harmont & Blaine junior, agli oltre 10 milioni previsti per il 2011, numeri che assumono ancor maggior valore se si considera la distribuzione, per il 90% nazionale.  Sul fronte delle calzature sta andando benissimo la linea uomo (in licenza alla marchigiana Giano, ndr) che, al suo debutto nella primavera-estate 2009 ha registrato una vendita di 15mila paia solo in Italia. La campagna vendita P/E 2010 ha chiuso con un incremento pari al 35%.

Un altro successo è stato l’Harmont & Blaine Cafè
Lo scorso giugno abbiamo inaugurato in piazzetta San Marco a Porto Rotondo un locale di 120 mq coperti con una terrazza di altri 150 mq con vista sul porto turistico e un dehor di 50 mq sulla piazzetta. L’Harmont&Blaine Café è stato progettato dagli architetti Annamaria Conti e Michele Cavezza, mentre la realizzazione è stata affidata al general contractor Mario Manna con un investimento totale che supera di gran lunga il milione di euro. In Italia siamo alla ricerca di location da adibire a questo new business. Milano, Napoli e Palermo le prime città cui saranno dedicate le attenzioni del gruppo, mentre è già allo studio un adattamento per esportare l’idea nei Paesi del Medio-Oriente.

Il bassotto punta all’estero per quanto riguarda il food. Stessa politica anche nell’abbigliamento?
Sul fronte mercati, l’anno 2009 chiude il percorso di focalizzazione sull’Italia. Dal 2010 lo sforzo aziendale sarà rivolto verso l’affermazione del brand sui mercati esteri. L’export ha avuto un andamento sempre positivo, passando dai circa 250mila euro di fatturato del 2003 ai 6 milioni attuali. L’obiettivo aziendale è ora quello di impegnarsi sui mercati di maggiore interesse per generare entro il 2013 un fatturato uguale a quello italiano. Per quanto concerne i negozi a marchio, proprio questo traguardo è già stato raggiunto: infatti, oggi la rete commerciale di Harmont & Blaine, oltre a più di 600 shop plurimarca, conta 27 boutique monomarca in Italia e 28 nel mondo (Stati Uniti, Messico, Repubblica Dominicana, Cina, Emirati, Kuwait, Egitto, Qatar, Romania, Russia). Nel solo anno 2009 sono state inaugurate le boutique di Doha, di Dubai, Porto Banus, Hong Kong, Tyumen in Russia, Harbin in Cina, Miami e, solo pochi giorni fa, la prima in Turchia a Istanbul. Nel prossimo anno è già in cantiere la seconda di Istanbul e di Hong Kong, oltre a Beirut, Pechino e Shangai.

Alessandra Iannello

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Written by Francesca

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