Calvin Klein, critiche feroci alla campagna “Perfectly Fit”: Zalando oscura le offese e Vogue mostra le “vere” modelle curvy

Zalando pubblica sulla propria pagina Facebook le foto della nuova campagna di intimo firmata Calvin Klein ed è subito polemica. La campagna intimo firmata Calvin Klein e pubblicata da Zalando ritrae cinque splendide modelle che il mondo del fashion definirebbe “curvy”, ovvero dotate di curve, curve vere e proprie, curve femminili. Le cinque modelle indossano l’intimo firmato Calvin Klein in un servizio opera dell’obiettivo fotografico di Cass Bird che le ritrae nelle ordinarie pose fit. Il brand americano ha fortemente voluto la campagna, millantando di voler celebrare la bellezza “diversa” – come dallo stesso definita – alla luce di un’idea a quanto pare “inclusiva”. Tutto bellissimo ma non senza polemiche al seguito. La questione indigna anche Vogue che risponde a tono alle dichiarazioni rilasciate da Myla Dalbesio, volto della campagna, e dalla stessa Calvin Klein pubblicando un servizio fitting “abbondante”: «I reggiseni sono fantastici in ogni forma e misura» è la frase che accompagna ogni scatto. Zalando, in segno di protesta avverso i commenti lasciati sotto il post pubblicato li oscura senza pietà. Come dargli torto? La battaglia è latente, quindi, ma nessuno ha ancora aperto ufficialmente il fuoco: lo scontro a suon di fotografie e insinuazioni sta facendo trottare il web.

Sono semplicemente tre le fotografie pubblicate sulla pagina Facebook di Zalando e che che dividendo il web hanno anche costretto i gestori della pagina in questione ad oscurarli senza riserva: troppo offensivi e assolutamente distanti dalla politica aziendale. Il tema è “caldo”, parliamo di fotomodelle non “ordinarie” che indossano una taglia 46 e che hanno posato per l’ultima campagna firmata Calvin Klein. Le modelle vengono prese di mira sotto il post di Zalando e accusate di essere “brutte”, “grasse” e di “fare schifo”. Zalando giustifica l’oscuramento social affermando che l’Azienda rispetta la bellezza autentica e la diversità delle persone. Allo stesso modo, rispetta opinioni e gusti diversi dai nostri e il diritto di esprimerli. “Tuttavia – prosegue il brand – non accettiamo che la nostra pagina diventi un luogo per diffondere messaggi di odio, offesa o disprezzo: per questo motivo, siamo stati costretti ad oscurare alcuni commenti”. Da sempre in tema bellezza autentica contrapposta a modelli di donne magrissime ostentati allo sfinimento si aprono polemiche e dibattiti accesissimi. Ciò che probabilmente fa maggiormente riflettere è che i commenti più duri vengono rilasciati dalle stesse donne: dov’è finita la solidarietà femminile? tuonano alcune utenti del web. Un particolare che non va sottovalutato nell’ottica di un trend sempre più dominante nel mondo della moda come quello che riguarda diversità e inclusione.

C’è chi tuona a suon di insulti, chi invece gioca la propria posizione elitaria nel mondo del fashion e lo fa con grande classe. Parliamo di Vogue che alle dichiarazioni quasi assurde rilasciate da Calvin klein e da Myla Dalbesio, modella che ha posato per il brand nella campagna inclusiva, risponde di tutto punto pubblicando uno shooting altrettanto curvy. La nuova linea di intimo Calvin Klein si chiama Perfectly Fit per il quale posano le modelle Myla Dalbesio, Jourdan Dunn, Amanda Wellsh, Ji Hye Park e il volto del marchio, Lara Stone, in diversi stili. Il brand ha annunciato che per questa campagna non ha scelto modelle classiche, ma modelle curvy. La questione ha aperto un dibattito mondiale su Twitter. Il motivo è presto detto: a nessun individuo avulso dal mondo della moda, verrebbe mai in mente di definire Myla Dalbesio, solo per fare un esempio, una modella curvy. Calvin Klein non è il solo a definire Myla una modella non ordinaria ma è la stessa bellissima indossatrice che si definisce una plus size durante un’intervista pubblicata su Elle. “Come fai a definirti una ragazza plus size?” parte il dibattito su Twitter. E in effetti non lo è affatto, basta guardarla perché le donne “comuni”, quelle vere, si sentano inadatte piuttosto che rincuorate dal presunto intento inclusivo della grande firma. Un teorico bel tentativo di far passare un messaggio di genuinità e di superamento dei cliché più inflazionati: peccato sia poco riuscito.

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Scritto da Natalina Ginsburg

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