Brescello, alla scoperta del paese di Don Camillo e Peppone

Per gli amanti del cinema il nome di Brescello, piccolo comune in provincia di Reggio Emilia, è legato inesorabilmente a quello di Don Camillo e del sindaco comunista Peppone, protagonisti di tanti film, ispirati ai romanzi di Giovannino Guareschi, scritti e girati proprio in questo paesino della Bassa.

Situato sulla riva destra del Po, Brescello confina a nord con il comune mantovano di Viadana, a est con Boretto e con Poviglio, a sud con Gattatico e a ovest con i comuni parmensi di Sorbolo e Mezzani. Dista da Parma una ventina di chilometri e si trova nel cuore della Pianura Padana. L’ideale per muoversi qui è la bicicletta, mezzo utilizzato tra l’altro sia da Fernandel sia da Gino Cervi in Don Camillo, Don Camillo e L’Onorevole Peppone, Don Camillo Monsignore ma non troppo!, Il compagno Don Camillo. Un piccolo centro di 5000 abitanti, che ospita un delizioso Museo dedicato alla coppia cinematografica, con tanto di statue bronzee e altri oggetti che hanno in qualche modo a che fare con le pellicole.

I cimeli dei cinque film girati a Brescello contemplano locandine, abiti scenici originali dei film, ma anche la moto, le biciclette, l’Ufficio di Peppone, elementi importanti delle pellicole. Sempre all’interno del museo si trova uno ricco shop in cui è possibile acquistare gadget, film, documentari e libri riguardanti don Camillo e Peppone e il mondo di Giovannino Guareschi, lo scrittore che, incoraggiato da Cesare Zavattini, si decise a dar vita a quei due personaggi straordinari, Don Camillo e Peppone, che sarebbero entrati di diritto nell’immaginario comune. Stuzzicato e affascinato da Brescello, Guareschi decise, infatti, di raccontare la spontaneità della gente della Bassa, le abitudini, i buoni sentimenti, la vita dedita al lavoro dei campi e all’allevamento di bestiame. Semplicità, gran cuore e resilienza. Per ricordare uno degli episodi del film del 1955, nella piazza adiacente al Museo, è stato posizionato un carrarmato, che tuttavia non è quello originale. Lo è invece Gertrude, la celebre campana, del terzo appuntamento della celebre saga cinematografica.

La via principale del paese è Via Giglioli che conduce alla Chiesa della Concezione. La piazza si chiama invece Matteotti ed è il punto di ritrovo di Brescello. L’una di fronte all’altra si stagliano il Municipio e la Chiesa di Santa Maria Nascente, che pure si ritrovano nei film ispirati ai libri di Guareschi. All’interno della Chiesa di Santa Maria Nascente è conservato il famoso Crocifisso parlante, costruito da Bruno Avesani, a cui Don Camillo era solito rivolgersi per consiglio e aiuto. Altri luoghi da vedere la biblioteca comunale, il Museo Archeologico e il Parco Guareschi, un’area verde da cui si può ammirare quel che resta del convento delle monache benedettine. E ancora la stazione, la casa di Peppone lungo via Carducci e la famosa Madonna Del Borghetto.

Perché visitare Brescello? Beh, sarà per gli appassionati di letteratura e dintorni certamente un luogo familiare, un modo per riscoprire un mondo andato perduto, un modo di fare cinema che non esiste più.

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Scritto da Cristina La Bella

Cristina La Bella è redattrice di UrbanPost. Nasce a Frosinone il 13 febbraio del 1991, quando in Ciociaria la neve non si vedeva ormai da anni e l’Italia tirava un sospiro di sollievo per la fine della guerra del Golfo. Sin da bambina sogna di diventare giornalista. Si laurea nel 2014 in "Lettere Moderne" e nel 2017 in "Filologia Moderna" all'Università La Sapienza di Roma. Il 16 aprile 2018 le viene conferito il riconoscimento di "Laureato Eccellente Sapienza" per il brillante percorso di studi. Cofondatrice di "Voci di Fondo", ha scritto, tra i tanti, con giornali quali "Prima Pagina Online", "Newsly" e "SuccedeOggi" e riviste letterarie come "Carte Allineate", "Fillide" ed "Euterpe". Nel tempo libero le piace leggere, vedere film e fare shopping. Il più grande amore: i suoi nipotini.

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