Berlinale 2014, i vincitori

Orso d’oro a Diao Ynan

Dopo l’Italia con “Cesare deve morire” dei fratelli Taviani, e la Romania di “Child’s Pose” di Calin Peter Netzer, Il premio più importante del Festival di Berlino va in Oriente.

L’Orso d’oro della 64esima edizione della Berlinale è stato assegnato a “Bai rin Yan Huo” (Black coal Thin ice) del cinese Diao Ynan, una detective story incentrata sull’incontro tra un ex poliziotto e una femme fatale.

La giuria quest’anno, presieduta dal produttore americano James Schamus, e composta anche dall’attore austriaco due volte premio Oscar, Christopher Walz, e dal regista francese Michel Gondry, ha premiato anche il protagonista della pellicola, Liao Fan, per la migliore interpretazione maschile.

La scelta per la migliore attrice è ricaduta invece su Haru Karoki, per“The little house” del regista giapponese Yoji Yamada, storia di una relazione sentimentale in Giappone sullo sfondo della seconda guerra mondiale.

Christopher Walz premia Haru Karoki alla Berlinale 2014

L’orso d’argento Gran premio speciale della giuria è stato assegnato al film di apertura “The Grand Budapest Hotel” di Wes Anderson, che, assente durante la premiazione, ha però mandato un messaggio: “Qualche anno fa alla Mostra di Venezia gli alunni delle scuole mi premiarono con il Leoncino d’oro. A Cannes ricevetti una Palma di cioccolato. E’ la prima volta che a un festival ricevo un premio in scala reale, sono eccitato ed emozionato”.

Orso d’argento alla migliore regia è andato invece a Richard Linklater per “Boyhood”, considerato fino all’ultimo come vincitore della kermesse, che ha avuto il suo picco glam con la premiere di “Monuments men – Eroi inconsueti” di e con George Clooney, con il suo cast stellare, Matt Damon, Bill Murray e John Goodman.

Malgrado la presenza massiccia, con quattro film in concorso, alla Germania va solo il premio alla sceneggiatura per “Kreuzweg” che, scritto dai fratelli Dietrich e Anna Bruggerman, racconta attraverso le 14 stazioni della Via Crucis, il martirio di un’adolescente plagiata da una famiglia di fondamentalisti cattolici.

Il tributo più sorprendente, “al film che apre nuove prospettive al cinema” è quello attributo ad “Aimer, boire et chanter” del novantaduenne Alain Resnais, rappresentato a Berlino dall’attore André Dussolier.

I vincitori della Berlinale 2014
Orso d’oro per il miglior film
Black Coal, Thin Ice di Diao Yinan
Orso d’argento Gran Premio della Giuria
The Grand Budapest Hotel, di Wes Anderson
Premio Alfred Bauer per l’innovazione
Aimer, boire, et chanter di Alain Resnais
Orso d’argento per la miglior regia
Richard Linklater per Boyhood
Orso d’argento per la migliore attrice
Takako Matsu per The Little House
Orso d’argento per il miglior attore
Liao Fan per Black Coal, Thin Ice
Orso d’argento per la miglior sceneggiatura
Dietrich Brüggemann e Anna Brüggemann per Kreuzweg
Orso d’argento per il miglior contributo tecnico
Zeng Jian per la fotografia di Blind Massage
Premio per la migliore opera prima
Güeros di Alonso Ruizpalacios

Written by Monica

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