Bellotto in mostra a Conegliano

A Palazzo Sarcinelli fino al 15 aprile

Se durante le vacanze di Natale farete tappa a Treviso o nei dintorni potete fare una sosta a Conegliano.

Palazzo Sarcinelli, infatti, ospita fino al 15 aprile 2012 “Bernardo Bellotto” con le opere del grande vedutista abbinate ai capolavori del Settecento dello stesso genere di pittura.

L’esposizione, curata da Dario Succi, ripercorre, attraverso settanta opere, l’intera avventura artistica di uno dei massimi esponenti del vedutismo veneziano, capace di sfruttare genialmente le scoperte e le conquiste tecniche dello zio Antonio Canal detto Canaletto, nella cui bottega Bellotto entrò come apprendista nel 1736.

L’itinerario artistico di Bernardo Bellotto è scandito attraverso le tappe fondamentali della sua carriera, dalle vedute di Venezia e delle città italiane Firenze, Roma, Milano, Torino – a quelle delle capitali europee: Dresda, Vienna, Varsavia.

Il percorso espositivo si apre con i dipinti giovanili dedicati alla città di Venezia, nei quali si rivelano le peculiari qualità stilistiche del maestro. Ecco Rio dei Mendicanti e la Scuola di San Marco e Campo Santi Giovanni e Paolo.

Al primo soggiorno a Dresda, durato dal 1747 al 1758, appartengono tre spettacolari tele di grandi dimensioni, provenienti dalla prestigiosa Gemäldegalerie di Dresda, raffiguranti la città di Pirna. In questi quadri, veri paesaggi pastorali, Bellotto pone in risalto il carattere idilliaco della zona rurale attraversata dal grande corso d’acqua.

Il capolavoro del Liechtenstein Museum di Vienna, Il palazzo in villa Liechtenstein a Vienna visto da est, è rappresentativo del periodo viennese. La tela, realizzata tra il 1759 e il 1760, è un esempio di come il maestro superi la rappresentazione puramente documentaria dei palazzi e dei giardini viennesi, tipica della pittura austriaca dell’epoca. Bellotto costruisce la veduta come una prospettiva teatrale barocca, ponendo in primo piano le figure destinate a diventare protagoniste della scena, i giardini, in tutta la loro profondità e, sullo sfondo, il belvedere e il palazzo.

Al periodo polacco (1767-1780), l’ultimo dell’evoluzione stilistica, viene riservata un’attenzione particolare. Lasciata Dresda con l’intenzione di recarsi a San Pietroburgo, Bellotto fece una sosta a Varsavia dove fu accolto come pittore della corte del re Stanislao Augusto. Una delle caratteristiche delle vedute del periodo polacco è il realismo delle scene di genere inserite nei quadri, esemplificato in alcuni capolavori eccezionalmente presenti a Conegliano, tra cui la Chiesa di S. Croce e la Veduta del Sobborgo Cracovia dalla Colonna di Sigismondo, provenienti dal Castello Reale di Varsavia.

Bellotto riprodusse con cura i dettagli delle architetture cittadine e i ritratti di alcuni personaggi, conferendo alle sue opere una grande attendibilità documentaria. Nel Palazzo di Wilanów visto dal parco – pure presente a Palazzo Sarcinelli – l’artista ritrasse l’allora ottantenne August Czartoryski, zio di Stanislao Augusto, con la moglie Maria Zofia, la figlia Izabella Lubomirska e la nipote Julia, su richiesta del sovrano che intendeva rendere omaggio alla famiglia di sua madre Konstancja.

Una particolare attenzione è dedicata alla sezione dedicata all’attività incisoria, ponendo a confronto i dipinti e le straordinarie acqueforti di cui Bellotto fu uno dei massimi maestri del tempo.

Il percorso espositivo è completato da selezione di opere dei grandi maestri del vedutismo, Canaletto, Carlevarijs, Marieschi, Francesco Guardi e Bernardo Canal.

www.bellottoconegliano.it

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Scritto da Redazione

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