Auto elettriche 2018, la mossa rivoluzionaria di Volkswagen: obbligo per i manager

Auto elettriche 2018, la mossa rivoluzionaria di Volkswagen: obbligo per i manager

Herbert Diess, CEO di Volkswagen, vuole dettare nuove indicazioni per le auto aziendali destinate al management e ai livelli più alti dei collaboratori in Germania. Secondo quanto riporta il magazine Welt am Sonntag, l’azienda dovrebbe far crescere in modo significativo la percentuale di modelli elettrici o elettrificati (ibridi plug-in) nel parco veicoli che attualmente conta 20mila unità. L’obiettivo di Diess è di arrivare entro il 2019 ad un 10% di mezzi elettrici o ibridi in questa flotta, con un salto in avanti nel 2020 quando l’offerta comprenderà anche il primo modello 100% EV della Volkswagen, il primo della gamma ID. Il nuovo schema di ‘aggiornamento’ del parco aziendale è in corso di elaborazione e punta – secondo quanto riferisce Automobilwoche – una cambiamento nella filosofia di attribuzione delle auto di servizio in quanto ”non è ammissibile – avrebbe detto Diess – che i nostri manager si sforzino per fornire ai clienti auto che consumano e inquinano meno e poi utilizzino per loro stessi modelli molto potenti e suv”.

“Non è ammissibile – avrebbe sostenuto Diess – che i nostri manager si sforzino per fornire ai clienti auto che consumano e inquinano meno e poi utilizzino per loro stessi modelli molto potenti e suv”. Per dare l’esempio nella lotta alle emissioni di CO2 e ai cambiamenti climatici, il maggiore gruppo automobilistico al mondo vuole imporre anzitutto ai propri top manager l’uso di auto aziendali elettriche o ibride. Un cambio di filosofia che dovrebbe servire a segnalare la svolta ecologica che il gruppo di Volkswagen sta tentando di portare avanti. Tuttavia, l’indiscrezione è uscita nello stesso giorno in cui il tabloid Bild riportava nell’edizione domenicale la notizia di possibili nuovi guai in arrivo, per il gruppo di Wolfsburg. Citando le dichiarazioni di alcuni testimoni che starebbero parlando con i magistrati di Monaco, il quotidiano berlinese sostiene che esperti di motori avrebbero dichiarato durante una riunione d’emergenza di novembre del 2015 – due mesi dopo lo scoppiare del Dieselgate – che anche i veicoli a benzina fossero manipolabili. Persino i collaudatori e i piloti per i test sarebbero stati al corrente dei trucchi per diminuire le emissioni del CO2. Per avviare un pulmino “T5 bulli” producendo meno emissioni, insomma mettendo in moto meccanismi truffaldini nascosti nel motore diesel, il pilota doveva accendere il quadro, attivare le luci di emergenza e spingere 5 volte a fondo il pedale dell’acceleratore. Anche cambiare le marce a giri bassi doveva servire a tenere basse le emissioni di gas tossici.

Indubbiamente, pur avendo rinnovato poco il suo management e avendo cooptato tutti i nuovi amministratori delegati importanti dall’interno del gruppo, Volksagen sta tentando seriamente di rifarsi una reputazione da marchio ecologico. Diess stesso ha definita l’anno scorso quella in corso “la più grande rivoluzione tecnologica e di prodotto nella storia di Volkswagen”. L’amministratore delegato vuole far approvare intanto il nuovo regolamento per aumentare al 10% la quota di auto “eco” tra quelle aziendali (si tratta complessivamente di 20 mila vetture) alle prossime riunioni dei vertici, in modo da farlo partire nella seconda metà del 2019. Alla fine di quell’anno dovrebbe esserci anche il lancio del primo modello interamente elettrico, la “compact” della gamma I.D.”.

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Scritto da Antonio

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