Amarone 2008

Francesca
31/01/2012

Anteprima Amarone a Verona ha presentato Amarone 2008, un vino fine, elegante, meno “muscoloso” delle annate precedenti, capace di far esaltare le specificità di ogni singolo territorio

Amarone 2008

Eleganza, finezza e terroir, per un vino da invecchiamento
Un Amarone da acquistare e da tenere gelosamente in cantina.

Un Amarone fine, elegante, meno “muscoloso” delle annate precedenti, ma capace di far emergere ed esaltare le specificità di ogni singolo territorio.
Questo, in sintesi, il profilo dell’Amarone 2008, emerso dalla degustazione alla cieca di 65 etichette, svoltasi all’interno dell’annuale Anteprima Amarone, a Verona.

“Il 2008 è stata un’annata non facile, ma che, finalmente, rappresenta il ritorno alla normalità, dopo annate “eccezionali”, caratterizzate da alte temperature e vendemmie anticipate” spiega Daniele Accordini, enologo e vicepresidente del “Consorzio Tutela Vini Valpolicella”.

L’Amarone 2008 si presenta, quindi, meno “muscoloso”, meno potente, con gradazioni alcoliche leggermente inferiori al 2007, ma con una grande eleganza e finezza nei profumi e negli aromi. Un Amarone che ha bisogno ancora di qualche mese per essere di affinamento prima di essere bevuto. Delle 65 etichette in degustazione, molte non erano ancora imbottigliate, ma prelevata direttamente dalla botte. Un Amarone da conservare in cantina, con cura, in grado di evolvere nel tempo. Un Amarone per veri appassionati, dotati di buona pazienza.

La minor potenza dell’annata 2008 si è tradotta in vini capaci di esprimere al meglio il territorio di provenienza, la Valpolicella, e le sue sottozone. Piccole vallate confinanti tra di loro, ma con origini geologiche ben distinte, che si traducono in tipologie di Amarone sensibilmente diverse.
Come per i grandi vini internazionali (Bordeaux e Champagne) anche per l’Amarone inizia quindi il censimento delle micro aree di produzione.
Nella zona Classica, in località S. Ambrogio e San Pietro in Cariano, l’Amarone è più austero, e con accentuate sfumature aromatiche e speziate. A Fumane, sempre nella zona Classica, l’Amarone è leggermente più potente e più longevo. Meno potente, ma ricco di profumi di ciliegia, l’Amarone prodotto nelle vallate di Cazzano, Illasi e Mezzane. Eleganza di aromi floreali e sentori balsamici per l’Amarone della Valpantenna.

La degustazione alla cieca della vendemmia 2008, ha evidenziato una media qualitativa molto alta, anche tra i produttori più piccoli e più giovani. Tra i vini degustati molte le punte di eccellenza. Quasi tutte le aziende più famose confermano la qualità dei propri vini. Tra le tante, da segnalare Accordini Stefano, con il suo Acinatico, Guerrieri Rizzardi, presente sia con l’Amarone Villa Rizzardi sia con l’Amarone Calcarole, Roccolo Grassi, l’azienda Gamba e l’azienda Tinazzi. Molto interessante anche il debutto di un nuovo Amarone Antichello, presentato dall’azienda Santa Sofia.
Una speciale segnalazione merita l’Amarone Campo Leon, della giovane azienda Latium. Un Amarone prodotto a partire dalla vendemmia 2003 e che si è fatto già notare tra i migliori dell’annata 2008.

Oltre che nel bicchiere, il successo dell’Amarone è racchiuso anche nei numeri. Nonostante la crisi dei mercati internazionali, le vendite di Amarone sono in costante crescita. Nel 2011 sono state prodotte 12 milioni di bottiglie, in linea con il 2010, di grande qualità per le quali è facile prevedere ottime performance di vendita, una volta immesse sul mercato. Negli ultimi anni, il trend delle vendite ha fatto registrate livelli molto bassi di bottiglie invendute, grazie alle forti richieste provenienti dai mercati internazionali, specie dal Nord Europa, in particolare dalla Danimarca e dalla penisola scandinava.

Danilo della Mura