Alla scoperta della maison Taittinger

Intervista a Clovis Taittinger
Un viaggio alla scoperta di uno dei cinque produttori di champagne più prestigiosi al mondo.
Luxgallery ha incontrato Clovis Taittinger, figlio maggiore di Pierre-Emmanuel Taittinger e Presidente di Champagne Taittinger.

Fondata nel 1734, la maison ha una proprietà di 300 ettari di vigneti distribuiti armoniosamente nei migliori Crus della Champagne, con una capacità produttiva annuale di circa 5 milioni e 500mila bottiglie. Prodotti di altissima gamma e grande tradizione fanno di Taittinger un marchio simbolo per chi vuole vivere la vita assaporandone il meglio.

Lo Champagne Taittinger ha alle spalle una storia centenaria: cosa si porta della tradizione di famiglia? Ci sono delle innovazioni che vorrebbe eventualmente portare alla Maison?
La tradizione, lo spirito e il controllo della famiglia sulla Maison Taittinger restano a oggi molto forti. Taittinger è attualmente, con Pol Roger, l’ultima grande casa eponima di Champagne. Questa tradizione e questo spirito familiare si riflettono nell’organizzazione dell’impresa, che vanta tre membri della famiglia nella sua Direzione Generale. E sono questo spirito, qualità e dinamismo che noi cerchiamo di trasmettere ai nostri partners e ai nostri clienti.
Abbiamo molti progetti in corso per modernizzare e migliorare l’impresa Taittinger: desideriamo, infatti, inserirla nelle sfide e nella storia del nostro secolo preservandone intatto il carattere e l’immagine. Non si tratta di incrementare artificialmente le vendite della Maison nel breve periodo per migliorare i profitti, bensì di rafforzare la Casa Taittinger per i prossimi 50 anni come un’impresa con forte potenziale di sviluppo, mantenendo intatta la sua reputazione e il suo stile intramontabile.
La parola innovazione è una parola un po’ forte per un mondo quale è quello dello Champagne poiché, se nel modo di condurre le nostre imprese possiamo talvolta ipotizzare di cambiare direzione e prendere decisioni forti, l’apprezzamento dei vini si evolve però molto lentamente. Lo Champagne resta lo Champagne e la sfida è rafforzare e difendere la magia e il sogno di questo grande vino. Per noi è molto importante perseguire lo sviluppo di Taittinger conservando alcuni elementi fondamentali: l’eccellente qualità, la fedeltà nelle relazioni con i clienti e i partner, il mantenimento di un contatto umano diretto e amichevole tra la famiglia, i partner e i clienti.  

Ci può raccontare qualche aneddoto interessante della sua famiglia?
L’aneddoto che mi viene in mente è quello della riacquisizione della Maison da parte di mio nonno Jean, dei suoi figli – tra cui mio padre Pierre-Emmanuel – e dei suoi nipoti (tra cui ci sono io, Clovis). Nelle imprese di famiglia si parla spesso dei problemi di successione e delle vendite conseguenti, ma raramente si parla dei casi in cui a una vendita segue una riacquisizione della società da parte dei capostipiti fondatori dell’impresa. Il giorno in cui il gruppo Taittinger fu venduto coincise con il giorno del mio matrimonio. Quello fu un giorno speciale in due accezioni e mi ricordo molto bene che, nonostante fossimo molto rattristati e turbati da questa vendita, riprendemmo immediatamente la rotta e fissammo dei nuovi punti di riferimento con una nuova ambizione: quella di riacquistare la nostra Maison, la nostra marca, la nostra storia. Questo ci ha motivati come non mai a rendere Taittinger un’impresa molto dinamica e a confermarla sempre di più tra i grandi leader dello Champagne.

La sua formazione non è strettamente legata all’arte della vigna: come concilia i suoi interessi con l’azienda?
Benchè io non abbia una formazione strettamente legata alla viticultura, ciò non esclude che il mio impegno principale sia quello di produrre dei grandi vini. Non bisogna dimenticare che ogni bottiglia porta un nome e una credibilità. Chiamarsi Taittinger è, in definitiva, lo stimolo migliore per “condannarti” a rimanere costantemente al top, a essere sempre il migliore.

Se dovesse trovare una metafora per lo Champagne Taittinger quale sarebbe?
Yves Saint Laurent diceva: “La moda cambia, lo stile è eterno“. Credo che questa frase si presti bene a descrivere la rigorosità, la modernità e il perfezionismo che regnano in Taittinger, insieme alla nostra volontà di rimanere fedeli allo stile e alla nostra storia, dinamizzando allo stesso tempo l’attività commerciale e la diffusione della marca.

Francesca Zottola

Written by Francesca

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