Alexander McQueen: un film sul geniale e fragile stilista inglese

Alexander McQueen è stato uno dei geni della moda degli anni ’90 e ’00, conosciuto ai più per il ruolo di direttore creativo di una delle maison francesi più note, Givenchy. Scomparso tragicamente nel 2010, McQueen arriva adesso al cinema con un film documentario dedicato alla sua eccezionale carriera nel mondo del fashion.

alexander mcqueenAlexander McQueen, biografia di un talento dall’animo fragile

Inglese, Alexander McQueen nasce il 17 marzo 1969 a Lewisham, Londra. Diventa capo designer della linea di moda Givenchy di Louis Vuitton e nel 2004 lancia invece la sua linea di abbigliamento maschile, scelta che lo catapulterà nell’olimpo dei migliori talenti del mondo fashion. McQueen ha vinto quattro volte il British Designer of the Year del British Fashion Council ed è stato nominato Comandante dell’Ordine dell’Impero Britannico.

Alexander McQueen nacque in una famiglia della classe operaia che viveva in alloggi pubblici nel distretto londinese di Lewisham. Suo padre, Ronald, era un tassista, e sua madre, Joyce, insegnava invece scienze sociali. McQueen, chiamato “Lee” dai suoi amici per la maggior parte della sua vita, riconobbe la sua omosessualità in tenera età e fu ampiamente preso in giro dai compagni di scuola. All’età di 16 anni, McQueen abbandonò la scuola trovando lavoro in Savile Row, una strada nel quartiere Mayfair di Londra, famosa per l’offerta di abiti da uomo su misura. Ha lavorato dapprima nel negozio su misura Anderson e Shephard, per poi trasferirsi nelle vicinanze di Gieves e Hawkes.

Negli anni immediatamente successivi Alexander McQueen iniziò a lavorare con i costumisti teatrali Angels and Bermans. Lo stile drammatico degli abiti che ha realizzato lì sarebbe diventato la firma del suo successivo lavoro di designer indipendente. McQueen lasciò quindi Londra per un breve periodo a Milano, dove lavorò come assistente di design dello stilista italiano Romeo Gigli.

Al suo ritorno a Londra, McQueen si iscrisse al Central Saint Martin’s College of Art & Design e nel 1992, dove conseguì il Master in Fashion Design. La collezione da lui prodotta come progetto per la tesi di Master, fu ispirata da Jack lo Squartatore e fu notoriamente acquistata nella sua interezza dalla nota stilista londinese e dall’eccentrica Isabella Blow. La Blow Diventò amica di lunga data di McQueen, nonché sostenitrice del suo lavoro.

Alcune creazioni di Alexander McQueen per la sua collezione F/W 2006

Subito dopo aver conseguito la laurea, Alexander McQueen iniziò la propria attività disegnando abiti femminili. Ha incontrato un enorme successo con l’introduzione dei suoi pantaloni “bumster”, così chiamati per la loro vita estremamente bassa. A soli quattro anni dalla laurea alla scuola di design, McQueen fu nominato Chief Designer della Givenchy di Louis Vuitton, una maison di alta moda francese.

 

Sebbene fosse un lavoro prestigioso, McQueen lo prese con riluttanza, e il suo incarico alla Givenchy, lungo cinque anni, fu un periodo tumultuoso nella vita del designer. Anche se stava spingendo i limiti di ciò che la gente si aspettava dalla moda (uno dei suoi spettacoli mostrava una modella amputata, che camminava sulla passerella su gambe di legno intagliato), McQueen sentiva di essere trattenuto. Di qui la scelta che lo porto poi nel 2004 a lanciare un proprio brand.

Con l’aiuto dell’investimento di Gucci, che pochi anni prima aveva acquistato il 51% della società privata del designer londinese, McQueen ebbe più successo che mai. Già noto per il talento e la passione dei suoi spettacoli, produsse collezioni ancora più interessanti dopo aver lasciato Givenchy. Ad esempio, come dimenticare l’ologramma della modella Kate Moss  che galleggiava in modo etereo alla proiezione della sua linea Autunno / Inverno 2006.

Nel 2007, lo spettro della morte sarebbe venuto a perseguitare McQueen, prima con il suicidio di Isabella Blow. Solo tre anni dopo la morte della madre, quindi il tragico epilogo. Un giorno prima del suo funerale, l’11 febbraio 2010, Alexander McQueen fu trovato morto nel suo appartamento di Mayfair, a Londra. La causa della morte era determinata a essere un suicidio.

Alexander McQueen: il film

Scrive ArtTribune a proposito del film dedicato alla vita di Alexander McQueen: “Il documentario che lo racconta, intitolato Alexander McQueen – Il genio della moda, diretto da Ian Bonhôte e co-diretto e scritto da Peter Ettedgui. è uno sguardo molto personale sulla straordinaria vita, carriera e talento artistico del designer inglese. Attraverso interviste esclusive a familiari e amici più intimi, materiale d’archivio e musiche coinvolgenti”. Insomma, un appuntamento da non perdere se si vuole conoscere davvero la vita del talentuoso e tormentato stilista inglese, entrato di diritto tra gli indimenticabili del secolo scorso.

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Scritto da Andrea Monaci

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