8 – La Geografia della bollicine

Il glossario
Champagne.
Punto di partenza per esplorare la grande carta geografica delle bollicine è sicuramente la Francia e, ovviamente, la Champagne. Al contrario di quanto siamo abituati in Italia, dove la produzione vinicola e frammentate in tante, forse troppe, aree, consorzi e denominazioni, la Champagne è una denominazione che si estende per circa 34.000 ettari, un’area vasta, ma ben suddivisa in sottozone per esaltare al massimo il terroir. Situata a 150 chilometri da Parigi, comprende 319 crus, suddivisi in 5 dipartimenti: Marne, Aube, Aisne, Haute-Marne e Seine-et-Marne. I villaggi che possono fregiarsi dell’appellazione Grand Cru sono 17, mentre altri 44 rientrano nella Premiere Crue. Le vigne sono suddivise in quattro grandi aree: Montagne de Reims, Vallée de la Marne, Cote des Blancs e Cote des Bar. Tre i principali vitigni utilizzati per produrre lo Champagne: Chardonnay, Pinot Nero e Pinot Meunier, ai quali si possono affiancare altri vitigni minori, ma in quantità modeste.

Limoux.
Situata nella zona sud-occidentale della Francia, Limoux è considerata la vera culla dei vini prodotti con il Metodo Classico. Qui si produce la Blanquette de Limoux, vino leggero (6-7% d’alcol) prodotto con uva Mauzac. È possibile provare la Blanquette Méthode Ancestrale, la Blanquette Méthode Traditionelle ed il più moderno Cremant de Limoux prodotto con Chardonnay, Chenin, Mauzac e Pinot Nero.

Crémant.
Con il termine Crémant si indicano tutti quei vini spumanti francesi, prodotti con il Metodo Classico, al di fuori della regione della Champagne. Il più famoso è il Crémant d’Alsace. Altri crémant, oltre al già citato Crémant de Limoux, sono quelli de Bordeaux, de Bourgogne, de Die, du Jura, de Loire. Esiste anche un crémant prodotto fuori dai confini francesi: il Crémant de Luxembourg.

Cava.
Vino strettamente legato alla cultura catalana. È conosciuto dal grande pubblico come lo spumante spagnolo. A Barcellona, ogni occasione è quella giusta per gustare una copa de Cava. Le sue origini risalgono al XIX secolo. Nel 1872 vede la luce la prima bottiglia di Cava, prodotta nella città di Sant Sadurnì d’Anoia con il metodo della seconda fermentazione in bottiglia. L’area di produzione del Cava si sviluppa tra le provincie di Alava, Beajoz, Barcellona, Girona, La Rioja, Lleida, Navarra, Tarragona, Valencia e Zaragoza. I principali vitigni sono Macabeo, Xarel.lo e Parellada.

Tre le tipologie: il Cava (vino giovane con almeno 9 mesi di affinamento), il Cava Reserva (minimo 15 mesi) ed il Cava Gran Reserva (almeno 30 mesi). Esiste anche una versione Rosè. La produzione annuale del Cava raggiunge i 100 milioni di bottiglie, destinate in prevalenza al consumo interno.

ITALIA

Trento DOC.
Anche se non ha ancora raggiunto l’ambita DOCG, il Trento DOC è sicuramente uno dei più importanti vini italiani spumanti Metodo Classico. Alle sue spalle, oltre un secolo di storia. Era il 1902 quando,  Giulio Ferrari, trasferì nella sua terra trentina il metodo di spumantizzazione tradizionale francese. Il territorio si estende lungo il corso dell’Adige e vicino alle rive del Garda, comprendendo 33 aziende e 70 etichette. Qui primeggia lo Chardonnay, al quale si possono aggiungere il Pinot Nero, il Pinot Bianco ed il Pinot Meunier.

Franciacorta DOCG.
È l’ultimo nato, ma il primo Metodo Classico DOCG a ricevere l’ambito riconoscimento della DOCG. Nato nel 1961, il Franciacorta è  cresciuto e diventato famoso grazie alla passione ed alla professionalità dei suoi produttori, conosciuti ed apprezzati in tutto il mondo. Oltre che per la grande qualità dei loro Metodo Classico, si sono distinti per la capacità di fare sistema e di applicare sapienti e vincenti strategie di marketing.

Tre le tipologie di Franciacorta DOCG.

Il Franciacorta è prodotto con uve Chardonnay e/o Pinot Nero. È consentito l’utilizzo di Pinot Bianco fino ad un massimo del 50%. Rifermenta in bottiglia, sui lieviti, per un minimo di 18 mesi.

Il Franciacorta Rosé si caratterizza per una maggior presenza del Pinot Nero: da un minimo del 25%, stabilito dal disciplinare, al 100%.

Il Franciacorta “Satén”, denominazione registrata dal Consorzio ed utilizzabile solo dai suoi produttori. Come suggerisce il nome, è un vino che si distingue per la sua delicatezza e morbidezza. Un vino vellutato ottenuto con sole uve a bacca bianca: Chardonnay (prevalente) e Pinot Bianco (fino ad un massimo del 50%). Grazie ad una minore pressione (meno di 5 atmosfere) presenta un perlage setoso e cremoso.

Il Franciacorta DOCG può essere Millesimato, quando ottenuto, per almeno l’85%, da vini base della stessa annata. Può essere messo in vendita dopo 37 mesi dalla vendemmia, 30 dei quali trascorsi sui lieviti. Per la Riserva i tempi di affinamento e maturazione si allungano a 67 mesi, 60 dei quali sui lieviti.

Oltrepò Pavese Metodo Classico DOCG.
Documenti storici fanno risalire al 1870 le prime, in Oltrepò Pavese, produzioni di spumante, ottenuti con prevalenza di uve Pinot Nero. Bisognerà aspettare, però,  fino al 1930, quando la Cantina La Versa, mette a punto le basi per una corretta e professionale spumantizzazione.  Grazie all’ottenimento della DOCG, l’Oltrepò Pavese Metodo Classico si sta affermando come una delle migliori espressioni spumantistiche italiane basate sul Pinot Nero. Uva che conferisce al vino una maggior robustezza e corposità, ideale per abbinamenti diversi e, per certi aspetti, creativi.

Quattro le tipologie.

OP Metodo Classico  e OP Metodo Classico Rosé, prodotti con Pinot Nero (min. 75%), Chardonnay, Pinot Grigio e Pinot Bianco.

OP Metodo Classico Pinot Nero  e OP Metodo Classico Rosé Pinot Nero, dove la quantità minima di Pinot Nero sale all’85%. Interessante, dal punto di vista della comunicazione e del marketing, la creazione del nome Cruasé ad indicare la versione Rosé di questa DOCG.

Asti DOCG.
Zona da sempre vocata per la produzione del Moscato, il territorio dell’Asti DOCG si estende per 10.000 ettari, sulle colline di Langhe, Roero e Monferrato, nel sud del Piemonte. Si narra che qui, a metà dell’800 sia nato il primo vino spumante italiano. Sicura la data di costituzione del Consorzio: 17 dicembre 1932. Dal Moscato Bianco, noto come uno dei pochi vitigni aromatici, nasce uno spumante prodotto con il Metodo Martinotti-Charmat. Molto apprezzato all’estero, in Italia è poco valorizzato, anche se rappresenta uno dei migliori abbinamenti con i dolci tradizionali natalizi, e non solo. Oltre all’Asti Spumante DOCG, da provare anche il Moscato d’Asti DOCG, la versione non spumantizzata.

Brachetto d’Acqui DOCG
Ventisei i comuni appartenenti al territorio del Brachetto d’Acqui, suddivisi tra le provincie di Asti e di Alessandria. Il Brachetto è un vino spumante dolce, caratterizzato da uno splendido colore rosso vivace, ottenuto con uva Brachetto al 100%. Un vino leggero, dal basso tenore alcolico, adatto per accompagnare i dolci.

Prosecco di Conegliano-Valdobiadene DOCG.
Il territorio del Prosecco è a dir poco affascinante. Nel cuore della provincia di Treviso, a 50 chilometri da Venezia, per un’estensione di circa 20.000 ettari.  Il Prosecco è realizzato utilizzando, in prevalenza, il vitigno Glera (minimo 85%) e da altri vitigni, quali il Verdiso, la Perera, e la Bianchetta. La rifermentazione avviene, nella maggior parte dei casi, con il Metodo Martinotti-Charmat, all’interno di grandi autoclavi, per almeno 30 giorni. Alcune aziende utilizzano anche il Metodo Classico, in bottiglia, per alcuni mesi, anche anni.

Vini spumanti
www.brachettodacqui.com
www.astidocg.it
www.franciacorta.net
www.prosecco.it
www.trentodoc.com

Cantine:
www.cantineferrari.it
www.berlucchi.it
www.bellavistawine.it
www.cadelbosco.com
www.contratto.it
www.bisol.it
www.drusian.it

Champagne:
www.champagne.it

Cantine:
www.perrier-jouet.com
www.krug.com
www.veuve-clicquot.com

Danilo della Mura

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Scritto da Francesca

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