5 – Costa d’Amalfi

Francesca
18/07/2011

La Doc Costa d’Amalfi si divide in tre sottozone: Furore, Ravello e Tramonti. Vini prodotti in poche migliaia di bottiglie, quasi tutte consumate sul territorio

5 – Costa d’Amalfi

Vitigni a picco sul mare
Le bellezze paesaggistiche della penisola Sorrentina e del Golfo di Amalfi sono famose in tutto il mondo.  Altrettanto si può dire dei fantastici piatti della cucina locale. Meno noti, invece, sono i vini che si producono da queste parti.
In particolare i vini della Doc “Costa di Amalfi” e delle tre sottozone che la compongono: Furore, Ravello e Tramonti. Vini prodotti su piccoli fazzoletti di terreno, strappati con fatica e tenacia alla montagna che si tuffa a picco sul mare. Uno scenario simile a quello già incontrato in Liguria, nelle Cinque Terre.

All’interno di questi piccoli vigneti, i contadini faticano non poco per coltivare e, soprattutto, per vendemmiare queste preziose viti. Preziose perché in gran parte composte da vitigni autoctoni. Nei vini rossi ritroviamo, oltre al famoso Aglianico, il Piedirosso, lo Sciascinoso, il Tintore, il Tronto e la Serpentaria. Per la produzione dei vini bianchi si utilizzano la Falangina, la Biancolella, il Fenile, la Ginestra, la Repella ed il Ripolo.

Come per molti dei vini incontrati durante il nostro viaggio lungo la Costa Campana, anche i vini della Costa d’Amalfi Doc, sono prodotti in poche migliaia di bottiglie, quasi tutte consumate sul territorio e difficili da trovare nelle enoteche e nei ristoranti fuori regione. Vini di nicchia, dunque, che ben si adattano ad essere degustati sia per un aperitivo in spiaggia, sia durante una cena in terrazza a picco sul mare.

Ma non c’è niente di meglio che andare direttamente in cantina, per passeggiare tra le vigne e degustare i vini direttamente dal produttore. E lungo il percorso, fermarsi anche in qualche limonaia, per scoprire dove nasce il vero limoncello. Gli appassionati possono trovare una valida guida presso l’Associazione della Strada del Vino Costa d’Amalfi (www.stradadelvinocostadamalfi.it).

Nel bicchiere.
I Bianchi, serviti a 8-10°, nel bicchiere si presentano con un bel giallo paglierino, più o meno carico. Al naso, hanno un buon corredo di profumi, con una prevalenza verso i sentori fruttati (pesca ed albicocca) mediamente intensi. Al palato, presentano un buon equilibrio tra le note aromatiche e la componente minerale
I Rossi, serviti a 16-18°, hanno colore rosso rubino intenso. Al naso spiccano i profumi di frutta rossa, in particolare la ciliegia, con delicate note speziate. Al palato, oltre alla conferma delle sensazioni olfattive, ritroviamo una piacevole morbidezza accompagnata da una buona persistenza.
I Rosati, serviti a 12-14°, ha un colore rosa, più o meno intenso, intensi profumi fruttati, aromi delicati e freschi.

A Tavola.
I Bianchi, sono l’abbinamento perfetto con la cucina a base di pesce, in particolare con le insalate di mare, le grigliate e gli “Scialatelli alla Paranza”, piatto tipico della tradizione amalfitana.
I Rossi, accompagnano piatti di carne saporiti, dai sughi ai secondi, ma anche le zuppe di pesce, i frutti i mare e il polpo. Interessante la tipologia Riserva, sia della sottozona Furore sia della sottozona Ravello, con piatti di carne più elaborati, in particolare la selvaggina.
I Rosati, sono ottimi con salumi e formaggi di media stagionatura, grigliate di pesce

Aziende & Etichette.
– Marisa Cuomo
– Ettore Sammarco

Danilo della Mura