12 anni schiavo

La corsa verso gli Oscar 2014

Tra poco più di una settimana scopriremo chi si sarà aggiudicato l’Oscar 2014 per Miglior Film.

Nel frattempo scopriamo un altro candidato per l’ambita statuetta.

Dopo aver ottenuto 9 nomination dagli Academy,  e aver incassato negli Stati Uniti quasi 50 milioni di dollari, è arrivato ieri nelle sale italiane “12 anni schiavo” di Steve McQueen, storia di un apprezzato musicista, Solomon Northup, nato libero nello stato di New York, rapito e poi venduto come schiavo in Louisiana.

Il film è la trasposizione cinematografica dell’autobiografia del 1853 di Northup, scritta un anno dopo la liberazione, in cui racconta la violenza, la disperazione, la lotta per la propria dignità oltre che per la propria sopravvivenza, a nove anni dalla guerra civile.

A salvare Solomon, interpretato da Chiwetel Ejiofor, è un abolizionista canadese interpretato da Brad Pitt, che figura anche tra i produttori del film, mentre lo schiavista più crudele “che usa la frusta in nome di Dio” è interpretato dall’attore feticcio di McQueen, Michael Fassbender, candidato all’Oscar, così come il protagonista e la giovane Lupita Nyong’o, nei panni della giovane schiava Patsey.

Nel cast anche Paul Giamatti, Paul Dano e Michael Kenneth Williams.

“Attraverso la speranza, l’amore, la fede e l’umanità si può sopravvivere a qualsiasi cosa. Questo è il tema centrale del film. L’autobiografia di Northup quando uscì divenne un best seller e un elemento chiave nel successivo dibattito sul futuro della schiavitù. La storia di Solomon non ha tempo. Ho imparato molto da questo libro, come dal ’Diario di Anna Frank’. La gente deve imparare queste cose in modo che non si ripetano più”, ha detto McQueen.

Dopo“Hunger”“Shame”, il regista britannico si cimenta di nuovo nel raccontare una vicenda cruda e spietata senza paura di esagerare nel realismo scavando nella pagina più ignobile della storia americana, ovvero la condizione degli schiavi afroamericani nell’America di metà Ottocento, come fatto l’anno scorso da Tarantino.

“Se Django ha aperto la porta, 12 anni schiavo l’ha spalancata”, ha scritto Variety  sottolineando il legame tra i due lungometraggi.

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Written by Monica

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