1 – Campania: culla del vino Italiano

Campania terra di grandi viniTroppo spesso si dimentica che la Campania è una terra di grandi vini. Insieme alla Sicilia è la culla del vino Italiano.
Trascurata, maltrattata, questa regione fa parlare di se in modo non positivo. Eppure questa è una terra dove storia, cucina, vino si fondono per dar vita, insieme a paesaggi unici, ad emozioni che pochi altri territori possono offrire.

Per quanto riguarda il vino, la Campania vanta ben quattro DOCG: due vini rossi (Taurasi e, recentemente, l’Aglianico del Taburno) e due vini bianchi (Greco di Tufo e Fiano di Avellino). Quattro vini dalla spiccata personalità e con una grande storia alle loro spalle. Ne parliamo più nel dettaglio nelle schede dedicate ad ognuno di essi.

Ma la grandezza di un vino non si misura solo in termini di DOCG. Ne è un esempio un altro grande vino Campano: il Falerno del Massico. Vino molto apprezzato dagli antichi romani, tanto da costare quanto uno schiavo, oggi è un vino di nicchia, prodotto da poche aziende e all’interno di un piccolo territorio. Un vino per chi ama distinguersi, uscendo dal coro dei “soliti vini”. Anche per il Falerno, maggiori dettagli all’interno della scheda ad esso dedicato.

Viaggiando per la Campania, impossibile non trovare un paese, una provincia che non abbia un proprio vino. Vini dai nomi affascinanti, prodotti con vitigni dai nomi altrettanto intriganti.

Nella stessa zona di produzione dell’Aglianico del Taburno, troviamo l’importante doc Sannio, con vini rossi a base di Sangiovese ed Aglianico, vini bianchi a base Falanghina, Coda di Volpa e Trebbiano toscano, oltre ad interessanti vini passiti e spumanti, realizzati con Falanghina, Aglianico, Sciascinoso e Piedirosso.mozzarella di bufala_INT

Altra doc, l’Asprinio di Aversa, vino bianco prodotto dall’omonimo vitigno, interessante sia per gli originali “vigneti ad alberata” sia per il perfetto abbinamento con la mozzarella di Bufala. Da provare anche nella tipologia “Spumante”.

Per gli amanti delle isole, la Doc Ischia, prodotta nella tipologia “Bianco”, utilizzando vitigni come la Forastera e la Biancolella, e nella tipologia “Rosso”, utilizzando vitigni come il Piedirosso (localmente chiamato Per’e Palummo) e la Guarnaccia. Da provare la tipologia “Passito” prodotta in prevalenza con Piedirosso.

Per gli amanti della costiera Amalfitana, la Doc Costa d’Amalfi, prodotta lungo le pendici che si tuffano nel mare, coniugata nelle tre sottozone Tramonti, Ravello e Furore. Sul versante opposto, verso Sorrento, un’altra Doc in forte crescita, Penisola Sorrentina. In queste ultime due zone, ancora protagonisti la Falanghina, per i vini bianchi, e il Piedirosso, per i vini rossi.

Infine, un vino conosciuto, almeno per i suo nome: il Lacryma Christi del Vesuvio.

Danilo della Mura

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Written by Francesca

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