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Warhol – Pop Society: a Genova in mostra la New York patinata

La New York dorata degli anni '60 e '70 raccontata nella mostra "Warhol. Pop Society" a Genova

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La New York degli anni Sessanta e Settanta patinata, quella che orbitava intorno alla dorata Factory di Andy Warhol. Nugolo di artisti, intellettuali, musicisti, modelle, rampolli, ereditiere annoiate, stilisti, attori e creativi della Grande Mela, il loft di Warhol e la sua cerchia erano il Parnaso dell’alta società. Twiggy, Peggy (sì, quella del Guggenheim), Basquiat, Haring ma anche imprenditori e designer, architetti e divi di Hollywood: tutti in fila per essere ricevuti e immortalati nell’opera di Andy, il genio che riscrisse il concetto di arte. Oggi la chiameremmo social, allora si limitarono a “Pop“.

Si chiama “Warhol. Pop Society” la mostra che si ripromette di restituire – attraverso 170 opere fra dipinti, serigrafie, disegni e le celeberrime polaroid – quella New York filtrata e anche rimodellata dal gusto di Andy Warhol. Lui che riuscì a rendere chic un barattolo di latta di zuppa di pomodoro. Genova accoglie la mostra a Palazzo Ducale, in occasione dei 30 anni dalla morte dell’artista e imprenditore cecoslovacco, naturalizzato statunitense.

Warhol ha saputo costruire il sogno elitario di un esercito ristretto di menti eccelse e corpi magnifici: ha creato un vero e proprio Olimpo privato intorno alla sua figura, rendendolo sufficientemente pubblico per generare desiderio, invidia e brama di prendervi parte. Questa mostra mira a raccontare quanto l’aspetto sociale, di upper class, abbia influenzato l’arte di Andy e, contemporaneamente, quanto sia stato modificato dal suo genio.