23 giugno 2015

Wall of Dolls 2015 a Milano

Bambole charity in via De Amicis 2

Maria Grazia Cucinotta Jo Squillo

Impossibile passare in via De Amicis a Milano e non fermarsi ad ammirare il muro del Centro Culturale tempestato di bambole.

Si tratta di un progetto nato nel giugno 2014 dalla mente di Jo Squillo per sensibilizzare il pubblico sul delicato tema della violenza sulle donne.

Anche quest’anno, in concomitanza con il primo giorno di sfilate maschili dedicate alla primavera estate 2016, l’installazione ludica si è arricchita di altre dolls per dire basta agli abusi verso il gentil sesso.

“L’installazione permanente del Wall rispecchia l’incomprensibile brutalità della realtà – ricorda l’artista Jo Squillorubate, martoriate e persino incendiate, tante sono le bambole che hanno subito violenze e questo ci fa riflettere su quanto lavoro ci sia ancora da svolgere per cambiare la cultura dell’inciviltà maschile. Ma il nostro muro R/ESISTE grazie alle tante associazioni, alle artiste e ai designer ,che hanno contribuito a rinnovarlo per il suo secondo anno di vita, segno che la forza di volontà e la tenacia femminile sono più forti di qualsiasi mano vigliacca in azione”.

Diversi infatti sono i Laboratori per la creazione delle bambole: dal primo curato da Patrizia Fratus presso la casa circondariale di Milano con donne detenute a quello tenuto dalle artiste Elisa Savi Ovadia, Stella Filippone, Anna Santiniello, in Veloveritas presso l’Associazione “L’alveare”.

Bambole di Anteprima, Vic Matiè e Raffaela D’Angelo

Anche numerose maison di lusso made in Italy hanno sposato questa iniziativa, da Anteprima a Vic Matiè, alla stilista Raffaela D’Angelo, disegnando abiti su misura di bambola a sostegno della causa in rosa.

Se la bambola di Genny indossa un prezioso abito celeste, lungo e vaporoso, ornato da applicazioni di cristalli luminosi e impreziosito, in vita, dal logo della maison, quella di Elisabetta Franchi sfoggia un abitino rosso lampone, impreziosito da una catena gold e dal ciondolo logo, abbinato a scarpe color oro e fascia cipria tra i capelli, per un look da principessa contemporanea.

Bambole di Genny e Elisabetta Franchi

“E’ significativo che i protagonisti del mondo della moda abbiano deciso di spendere il proprio nome per una causa così importante, anche alle luce dei recenti fatti di cronaca. Fatti che dimostrano come ci sia ancora molto da fare per contrastare la violenza sulle donne ed ogni discriminazione di genere – così commenta l’iniziativa l’assessore alle Politiche per il lavoro, Moda e Design Cristina Tajani. – Violenza che avviene soprattutto tra le mura domestiche e ancora oggi nascosta, è necessario quindi che tutti e in primo luogo chi è più conosciuto dal grande pubblico apporti il suo contributo per sensibilizzare le nuove generazioni e la cultura maschile”.

L’nstallazione sarà visibile a tutti cittadini da oggi e per tutto il periodo di Expo 2015.

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