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Vogue US contro Chiara Ferragni

La rivista si schiera contro le fashion blogger

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Hanno la prima fila assicurata in tutte le sfilate dei marchi più esclusivi così come in quelli avant-garde, che di consuetudine le contattano affinchè indossino e parlino delle loro creazioni, diventando una vetrina vivente e parlante per tutti i loro “followers”.

Altro che designer, giornalisti e modelle: sono le fashion blogger le vere protagoniste del Fashion Business 2.0.

Gli stilisti investono sempre di più sulle blogger proprio perchè possono portare visibilità e introiti massicci ai loro brand, condividendo con la loro cerchia di adepti su Instagram, Snapchat, Facebook gli scatti in anteprima dei defilè e definendo i must have di stagione.

Le giornaliste invece, ormai, non vengono più considerate come un tempo. Anna Wintour esclusa, ovviamente.

Ma ora Vogue Usa, senza dubbio la rivista del settore più accreditata, non ci sta più.

“È una situazione schizofrenica, e non può essere positiva”, ha scritto senza mezzi termini il direttore creativo digitale del sito del magazine, Sally Singer, in un editoriale in cui si fa il punto sulla settimana della Milano Fashion Week.
E ancora: “Nota per i blogger che cambiano da testa a piedi i loro outfit sponsorizzati ogni ora: Finitela. Trovatevi un altro lavoro. State dichiarando la morte dello stile”.

Opinione condivisa anche da Sarah Mower, capo critico dell’edizione online di Vogue: “Hai ragione Sally, la categoria dei blogger, inclusi i fotografi di street style che le aspettano e adorano, è orribile”, continua senza mezzi termini.
“Ma ancor di più, è patetico come queste ragazze corrano continuamente su e giù per le sfilate, nel traffico, addirittura rischiando di essere investite, solo nella speranza di farsi fotografare”.

“Non è triste solo per queste ragazze che si pavoneggiano per i fotografi”, aggiunge Nicole Phelps, direttrice di Vogue Runway. “È stressante, in egual misura, vedere quanti marchi partecipino al fenomeno accrescendolo”.

Chiara Ferragni, Chiara Biasi, Bryanboy, Carlotta Rubaltelli, Susie Bubble e co. sono avvisati: la guerra è aperta.