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Vittorio Emanuele III di Savoia, la salma in Italia: Emanuele Filiberto, “Il mio bisnonno deve essere sepolto al Pantheon”

La salma di Vittorio Emanuele III è tornata in Italia: scoppia la polemica in casa Savoia

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Come annunciato nella giornata di ieri, anche le spoglie di Vittorio Emanuele III di Savoia sono tornate in Italia. La salma del re è stata trasportata nella notte da Alessandria d’Egitto con un aereo militare atterrato poche ore fa nell’aeroporto Cuneo-Levaldigi.

A questo punto non rimane che attendere il trasferimento presso il Santuario di Vicoforte, non distante da Mondovì, dove il re potrà riposare insieme alla moglie, la regina Elena di Savoia. La vicenda ha creato però non pochi scontri all’interno della famiglia reale che un tempo regnava in Italia.

In particolare, è Emanuele Filiberto a parlare a TgCom24 dicendo “Mio nonno – riferendosi a Umberto II, ultimo re d’Italia – diceva che le salme resteranno in esilio finché non torneranno al Pantheon a Roma. Dal 2002, quando è stata abrogata la norma transitoria della Costituzione sull’esilio, non c’erano più problemi nel riportarle in Italia. Ma abbiamo sempre aspettato. Ed è da sempre che vogliamo siano collocate al Pantheon”. Insomma, per alcuni membri di casa Savoia sarebbe fondamentale traslare al Pantheon e non in un posto qualsiasi la salma del re Vittorio Emanuele III; è sempre Emanuele Filiberto che sul Corriere della Sera spiega “La nostra battaglia è sempre stata quella di far tornare le salme degli ex re nell’unico luogo deputato alla loro sepoltura, il Pantheon a Roma. Non in una tomba qualsiasi in Piemonte. La mia bisnonna, l’amata regina Elena seppellita a Cuneo? Mio padre Vittorio Emanuele, capo di Casa Savoia, è rimasto sconvolto dall’iniziativa della sorella Maria Gabriella e soprattutto dai modi della traslazione della salma della regina d’Italia, in gran segreto. Ma perché? Farla tornare adesso di nascosto, quasi fosse stata una terrorista, per noi Savoia è un insulto”.

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