20 febbraio 2015

Verso gli Oscar 2015: La teoria del tutto

I candidati alla statuetta per Miglior Film

Verso gli Oscar 2015: La teoria del tutto

Boyhood, Grand Budapest Hotel, American Sniper, Birdman, Selma, Whiplash, e The Imitation Game.
Cosa manca all’appello?

Oggi scopriremo qualche dettaglio in più sull’ultima pellicola candidata all’Oscar 2015 per Miglior Film: La teoria del tutto.

In gara con 5 nomination, il biopic su Stephen Hawking diretto da James Marsh, parte dal racconto delle speranze di un brillante e determinato studente di fisica dell’università di Cambridge, ma non solo.

La pellicola è l’adattamento cinematografico della biografia Verso l’infinito (Travelling to Infinity: My Life With Stephen), scritta da Jane Wilde Hawking, in cui la ex-moglie del celebre astrofisico racconta le fasi di un’intensa storia d’amore, in cui ogni il tempo è scandito dall’avanzare di un’implacabile malattia degenerativa.

Siamo nel 1963, anno in cui il giovane Stephen Hawking e la studentessa di lettere Jane Wilde (Felicity Jones)  si incontrano ad una festa nella città di Cambridge e subito si innamorano.
Poi, ecco arrivare la malattia e il loro primo figlio. Stephen, secondo i medici, ha solo due anni di tempo davanti a sé, due anni soli per dimostrare come ebbe origine l’Universo attraverso la sua Teoria del Tutto, capace di unificare la meccanica quantistica, la gravità e le altre interazioni della fisica.

Al primogenito ne seguono altri due ma, nel frattempo, la malattia avanza, tanto che il corpo del professore si deforma fino ad immobilizzarsi e lo porta a perdere l’uso della voce. A sostenerlo, però c’è sempre la dolce e saggia Jane.

Un buon motivo per vedere il film è l’incredibile performance dell’attore protagonista, Eddie Redmayne.
Premiato al Golden Globe, ai Bafta e ai SAG Awards ha tutte le carte in regola per portare a casa anche l’Oscar il prossimo 22 febbraio.

Lo stesso Stephen Hawking è rimasto positivamente colpito dall’interpretazione dell’attore inglese: dopo aver visto il film, infatti, ha contattato il regista James Marsh per fargli i complimenti e per dirgli che in diversi momenti del lungometraggio si è riconosciuto pienamente.

Hawking, infatti, ha permesso di utilizzare la propria voce robotica protetta da copyright, la Medaglia presidenziale della libertà che gli è stata conferita nel 2009 da Obama e i veri testi che utilizzò per preparare la sua teoria, così da rendere il film più credibile.

Ma non solo: lo scienziato, a sorpresa si è presentato sul red carpet della Royal Opera House in occasione dei Bafta Awards.

Per portare a casa la statuetta dorata, Redmayne dovrà vedersela con l’amico e connazionale Benedict Cumberbatch che in The Imitation Game porta su schermo un’altra figura importante della storia inglese del 900, il crittoanalista Alan Turing.
E pensare che dieci anni fa fu proprio Cumberbatch il primo a impersonare Hawking in un film per la tv.

La teoria del tutto Locandina

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