3 febbraio 2015

Verso gli Oscar 2015: American Sniper

I candidati alla statuetta per Miglior Film

Bradley Cooper American Sniper

Ieri, nel secondo anniversario della morte, il Texas ha deciso di dedicare una giornata a Chris Kyle, il cecchino dei Navy Seal portato sul grande schermo -suscitando non poche polemiche-, da Clint Eastwood.

Querelle a parte, sta di fatto che American Sniper è uno dei più grandi successi della stagione cinematografica, apprezzato sia dal pubblico sia dalla critica.

La pellicola ispirata all’autobiografia di Kyle, American Sniper: The Autobiography of the Most Lethal Sniper in U.S. Military History, è ancora in testa al box office americano confermandosi campione d’incassi nei cinema a stelle e strisce per il terzo weekend consecutivo, toccando il tetto dei 250 milioni totali e conquistando anche il record assoluto di biglietti venduti per il weekend del Super Bowl.

Anche l’Academy ha particolarmente gradito l’adattamento cinematografico di Eastwood tanto da attribuirgli sei nomination agli Oscar: Miglior film, Migliore attore protagonista, Miglior Sceneggiatura non originale, Miglior Montaggio, Miglior Sonoro e Miglior Montaggio Sonoro.

Bradley Cooper, che per la parte ha dovuto ingrassare di 15 chili, veste i panni del protagonista, del “cecchino più letale della storia americana” per quattro volte in missione in Iraq, ribattezzato il “diavolo di Ramadi” e responsabile di almeno 160 morti tra le fila dei “ribelli” grazie alla sua infallibile mira col fucile.

Oltre alle pressioni date da un lavoro di enorme responsabilità, Kyle si ritrova però a fare i conti con l’essere un buon padre e un buon marito a migliaia di chilometri di distanza da casa. Una volta tornato a casa dalla moglie, interpretata da Sienna Miller, e dai figli, inizia il dramma del reinserimento nel mondo civile tra bambini, shopping, fatture, tasse, crisi coniugali, molto spesso in preda alla sindrome del reduce, che riuscirà a sconfiggere. Fino alla conclusione tragica che rappresenta come la guerra consumi nel profondo chi la fa.

Dopo l’uscita nelle sale sono iniziate le prime polemiche: American Sniper è un film pro o contro la guerra?
Se Seth Rogen, il protagonista di The Interview, ha twittato che il film gli ha ricordato la scena di Bastardi senza gloria di Tarantino, dove un tiratore tedesco abbatte uno alla volta molti americani, Clint Eastwood, si è limitato a dire che “American Sniper è un’evidente dichiarazione contro la guerra perché mostra quello che la guerra fa alle famiglie”.

Anche Michelle Obama si è schierata a favore del film che “ritrae la vita dei veterani”, sottolineando come Hollywood abbia il compito di “offrire al pubblico un ritratto accurato di coloro che servono il Paese”.

“Lo so che ci sono state critiche, ma questo film tocca molte delle emozioni e delle esperienze che ho ascoltato di prima mano da famiglie di militari negli ultimi anni”, ha continuato la First Lady. “Questo film riflette le storie che ho ascoltato, il complesso viaggio dei nostri uomini e donne in uniforme, il loro mondo complicato, le decisioni che devono assumere, lo stress di bilanciare l’amore per la famiglia con quello per il Paese e le sfide del rientro a casa”.

American Sniper locandina

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