7 novembre 2011

Van Gogh e il viaggio di Gauguin

La mostra della settimana

Van Gogh e il viaggio di Gauguin

È il tema del viaggio il filo conduttore di “Van Gogh e il viaggio di Gauguin”, viaggio come esplorazione geografica, viaggio negli spazi e nelle culture ma anche, e quasi soprattutto, viaggio dentro di sé.
La mostra, che riunisce numerosi capolavori mai visti in Italia, è curata da Marco Goldin ed è ospitata dal  Palazzo Ducale di Genova dal 12 novembre 2011 al 15 aprile 2012.

Il viaggio trova il centro ideale nell’opera simbolo degli interrogativi di una vita d’artista, quel “Da dove veniamo? Chi siamo? Dove andiamo?” che Gauguin volle come suo testamento nel 1897, avendo deciso di fuggire da ciò che ormai gli pareva insopportabile, ricorrendo all’arsenico, secondo un tentativo di suicidio che poi fallì. Quest’opera, maestosa e sublime, quattro metri di lunghezza per uno e mezzo di altezza, non si è mai potuta ammirare nel Bel Paese, e in Europa una sola volta, a Parigi una decina di anni fa.
Il Museum of Fine Arts di Boston, che l’ha eletta a suo simbolo e dove è custodita, fa un’autentica eccezione, concedendola solo per la quarta volta in un secolo.

Con Gauguin il titolo della rassegna cita Van Gogh.
Di lui a Palazzo Ducale, grazie ai prestiti del Van Gogh Museum di Amsterdam e del Kröller-Müller Museum di Otterlo, troviamo una quarantina di opere di cui quindici disegni, nessuna casuale, tutte “a tesi”, per capolavori in moltissimi casi mai visti in Italia. Ecco il celeberrimo “Autoritratto al cavalletto” e il “Campo di grano con corvi” dipinto ad Auvers appena tre settimane prima della morte, opera che manca alla visione diretta del pubblico da quarant’anni. Poi il “Seminatore” e le “Scarpe”.

Una sezione è dedicata alla pittura americana di Edwin Church e Albert Bierstadt, che esprime l’esplorazione di territori sconosciuti, enunciazione di uno spazio che si identifica con una nazione nuova, e di Winslow Homer, Andrew Wyeth, Richard Diebenkorn e Edward Hopper per arrivare alle superfici quasi monocrome di Mark Rothko, per uno dei viaggi nell’interiorità più straordinari che la storia della pittura ricordi.

La sezione dedicata alla pittura europea parte da Caspar David Friedrich William Turner per arrivare a Paul Gauguin.
Il celebre quadro “Da dove veniamo? Chi siamo? Dove andiamo?” è isolato nella penombra di una vasta sala dove ha tutta l’attenzione concentrata su di sé, mentre immagini proiettate sulle pareti e musiche lo raccontano.
Poi il viaggio di Monet nel recinto protetto del giardino di Giverny, nella fioritura delle ninfee come ghirlande.
E ancora Kandinsky, e il suo percorso che ha a che fare quotidianamente con la visione accidentata, talvolta persino malata, che si costruisce nella forma che genera sogni e incanti, tremori e memorie.
Si finisce con lavori di Nicolas de Staël e Giorgio Morandi.

Per Van Gogh e il viaggio di Gauguin, il Comune di Genova, Goldin e Palazzo Ducale hanno ottenuto collaborazioni di assoluto rilievo, a cominciare dai due main sponsor della mostra.
Al partner storico, il Gruppo Euromobil dei fratelli Lucchetta, si affianca il Gruppo UniCredit.

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