Uno stile su misura
Intervista a Marianna Lanzilli
Per Marianna Lanzilli “un abito su misura è come un dipinto, lo si crea dal nulla ascoltando solo il proprio cuore”.
3 anni di scuola di modellismo dopo la laurea in Economia e Commercio all’Università Cattolica e un Master in Marketing Management.
La Giovane designer milanese ha come sua prima aspirazione quella di soddisfare i desideri delle sue clienti attraverso abiti su misura, made in Italy, d’alta sartoria ed estremamente di lusso.
Il suo servizio è esclusivo e va dalla consulenza, all’analisi della figura fino alla creazione dell’abito.
E se gli abiti da sera sono per lei un esercizio di stile è con gli abiti da sposa che Marianna si sente realizzata. Un abito unico per un momento indimenticabile.
Luxgallery ha incontrato la stilista per farci raccontare la sua storia.
Come hai incominciato la tua attività?
La mia passione per l’alta sartoria è “genetica”. Mia madre è una sarta espertissima che ha lavorato per i più prestigiosi marchi della moda milanese e io ho imparato da lei. Sono cresciuta tra stoffe e bottoni e ho iniziato colorando i modelli di “gira la moda” e imbastendo nuovi gonnellini per la mia Barbie Fior di Pesca, oggi realizzo quei sogni di bambina e vesto le donne di eleganza.
La professione è iniziata cucendo gli abiti che le mie amiche mi richiedevano per andare a qualche festa o a qualche matrimonio. Adesso vesto anche le amiche delle amiche e tutte le altre donne che cercano un abito unico ed inimitabile.
Chi sono le tue clienti?
Le mie clienti più affezionate sono le donne che amano i piaceri della vita. Ho clienti sorridenti e questo è un vantaggio!
Vesto donne frivole e donne severe, donne ricercate e donne semplici e fresche. Chi si rivolge a me si aspetta innanzitutto di indossare abiti femminile ed eleganti scegliendo capi per tutti i giorni o per le occasioni speciali.
Cercano l’artigianalità di abiti cuciti a mano e interamente personalizzabili.
Tra le mie clienti ho anche tante “fashion victim” che mi portano il ritaglio di un giornale in cui si vede fotografato l’abito di qualche star. Vestiti altrimenti irraggiungibili che riadatto e completo con il mio personalissimo tocco. Pronti per calcare il red carpet della vita moderna!
Un abito su misura è inoltre la soluzione per tutte coloro che cercano qualche cosa di speciale o per chi ha qualche chiletto in più. Girare per i negozi alla ricerca di un abito che ci valorizzi è un’impresa e molto spesso il mercato non offre la stessa scelta anche per chi ha fantastiche curve. Io posso fare tutto e offro una consulenza personalizzata che ha l’obiettivo di valorizzare la figura e mettere in risalto i punti di forza, mascherando quelli di debolezza.
In ultimo ho le mie Sposine. L’abito su misura per il giorno più bello. E tra le sposine anche le mamme che stanno per sposarsi e cercano un abito che sia confortevole e che si adatti magari a un magnifico pancione.
Come arrivano a te?Qual è la tua strategia di comunicazione?
Lo sponsor più prezioso è rappresentato dalle clienti che ho già. Spesso mi contattano signore che hanno visto un mio abito indossato da qualche mia cliente e mi richiedono lo stesso modello o mi descrivono l’abito che hanno in mente, io faccio uno schizzo secondo le loro descrizioni e poi si inizia a cucire.
Ho inoltre amiche preziose che sono il volano del mio entusiasmo e che mi consigliano ad altre.
Poi c’è il web. Ho un sito internet: www.mariannalanzilli.it e una fan page in Facebook. Scrivo inoltre in un Forum come “Esperta di stile” specifico per il matrimonio su www.matrimonio.it.
E poi chiacchiero un sacco con la gente, sono il miglior commerciale di me stessa!
Chi è il tuo stilista preferito?
Non ne ho uno in assoluto, diciamo che ho individuato le eccellenze di specifici capi e per ognuno di questi ho il mio “WOW”.
Se dovessi scegliere un abito da sera, magicamente fluttuante e… di colore rosso scelgo “Valentino vecchia scuola”.
Capi spalla in double face di altissima sartorialità: Mila Schön.
Se penso al rosa e ad abitini sfiziosi per la primavera vedo solo Blumarine.
Da dove prendi le ispirazioni per le tue collezioni?
La collezione che ho realizzato per questa primavera estate 2010 è nata dipingendo. La collezione è dedicata ai colori. Gli abiti sono l’espressione di quelle pennellate che animano i miei quadri e si proiettano sulle stoffe per colorare serate importanti ed eventi mondani.
Abiti rossi che graffiano la scena o intensi blu che fasciano forme sinuose.
I miei abiti sono leggeri come pennellate d’acquerello e cristallizzano emozioni come spesso fa l’arte. Amo dipingere e amo la sartoria perché insieme colorano la vita.
Perché gli abiti da sposa?
Cucire abiti per il matrimonio è un gioco estremo che mi appassiona e che mi dà le soddisfazioni più grandi.
Quell’abito è l’espressione più intensa del carattere della donna che lo indosserà.
Ho inoltre la possibilità di osare. Ad esempio ultimamente una delle mie sposine mi ha portato la foto di Rossella O’Hara vestita di un abito gonfio e fiabesco perché voleva ispirare il suo modello a quello. Per un po’ siamo andate “via col vento” immaginando tutti i dettagli del modello che avrei creato per lei. E’ una soddisfazione immensa rendere realtà i loro sogni romantici.
Se dovessi consigliare un abito per il grande giorno come sarebbe?
La mia sartoria si mette al servizio della sposa: la donna più bella nel suo giorno più bello candidamente vestita. Compito mio la meticolosa ricerca di texture, ricami e forme.
Chi vorresti vestire?
Ci pensavo giusto ieri in metropolitana mentre ascoltavo nelle cuffie la canzone di Malika Ayane “Ricomincio da qui”. La sua voce mi ha fatto venire in mente il velluto blu damasco. Mi son detta che sarebbe bello creare un abito per lei.
Un capo che tutte dovrebbero avere?
Il tubino nero con la cerniera di Swarovski. L’ho fatto per me ed è per perfetto per la movida milanese.
Elegante è….
Quello che affascina è la semplice eleganza. E’ una frase di OVIDIO e la faccio spesso mia.
Semplici e bellissime. Semplicità è anche razionalità nelle forme è il segreto per non sembrare stravaganti. Conoscere i pesi dei tessuti e indossare capi che accarezzano le nostre forme senza strizzarle è un dovere che ci permette di avvicinarci alla classe.
Sussurrare con i colori invece di gridarli è molto più accattivante.
Francesca Zottola

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