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Terence Hill: «Ho avuto un’infanzia difficile, a Dresda camminavo sotto le bombe della guerra!»

Al settimanale "Oggi" Terence Hill, uno dei volti più amati dal grande pubblico, ha rilasciato una lunga intervista, in cui ha parlato di alcuni eventi importanti della sua esistenza: dall'infanzia difficile all'incontro con la moglie.

Terence Hill, amatissimo attore, che per molti è semplicemente Don Matteo dell’omonima fiction Rai, per altri è Trinità nel film del 1970, Lo chiamavano Trinità…, si è raccontato come non mai al settimanale Oggi. Per la prima volta, infatti, Terence Hill, all’anagrafe Mario Girotti, ha condiviso uno dei ricordi più dolorosi della sua vita. 

Terence Hill, alla soglia degli ottant’anni, avrebbe avuto un’infanzia tutt’altro che facile: «Fino ai sei anni ho parlato solamente tedesco. Mia madre veniva dalla Sassonia. Io sono cresciuto a Lommatzsch, vicino a Dresda. Non ne parlo volentieri. Con mia madre ci siamo nascosti in cantina. Da lì potevamo vedere che il cielo sopra Dresda era totalmente rosso. Mio padre lavorava come chimico in una fabbrica e da una settimana non ne avevamo notizie. Avevamo paura. Finché un giorno un fratello di mia madre prese la bicicletta per cercarlo. Lo trovò in un bosco dove si era nascosto!». L’attore veneziano ha provato sulla propria pelle il dramma del Secondo conflitto mondiale e dei terribili bombardamenti. Un’esperienza che lo ha certamente segnato. Soltanto a guerra finita Terence Hill è potuto tornare in Italia: «Era il 1947 e quando mio padre ha ricevuto un’offerta di lavoro, ci siamo trasferiti in Umbria. Abbiamo percorso tutto questo tragitto a piedi, portando tutto quanto possedevamo in mano!». Una storia incredibile, che sembra quasi la trama di un drammatico film. A fine intervista il protagonista di Don Matteo ha parlato poi dell’incontro con la moglie, avvenuto nel 1967.

I due si sono conosciuti a Roma, sul set della pellicola Dio perdona … Io no! Stiamo parlando naturalmente di Lori Zwicklbauer, una ragazza statunitense di origine tedesca. Nessuna avrebbe scommesso sulla loro storia d’amore. E a torto. «Una settimana dopo è partita con me per Almeria per aiutarmi con la lingua americana. Quando due mesi dopo le riprese finirono, ci sposammo… C’era qualcuno che diceva che non poteva durare dopo così poco tempo. Ma noi abbiamo rischiato e adesso siamo sposati da ben 51 anni!». Che dire? Davvero una bella fiaba dei giorni nostri.